Immigrati, Turco (Pd): Beppe Grillo non conosce la legge italiana

"Grillo, getta la maschera. Innanzitutto, dimostra di non conoscere la legge italiana e gli effetti paradossali che produce sulla vita di tanti giovani. Grillo non si e’ accorto, nella sua disanima molto superficiale della legislazione europea, che in quella italiana ci sono due semplici parole che la rendono anomala ed arretrata rispetto alla legislazione degli altri paesi d’Europa. La prima, aver vissuto ‘ininterrottamente’ per diciotto anni in Italia come condizione per presentare la domanda di cittadinanza significa escludere, da questa possibilita’, tanti ragazzi che magari, per motivi familiari, sono costretti a tornare nel loro Paese per uno o due anni e poi tornare in Italia". Lo dice Livia Turco, presidente del Forum Immigrazione del Pd.

Questa circostanza, spiega, "e’ lesiva di un diritto ed e’ fonte di molte discriminazioni. La seconda parola e’ che al compimento del diciottesimo anno il giovane ha solo dodici mesi per presentare la domanda, altrimenti perde il diritto. Un tempo cosi’ ristretto non esiste in nessun paese europeo". "Grillo non vuole cambiare neppure queste due parole discriminatorie? Ieri il ministro Cecile Kyenge ha parlato di ‘ius soli’ temperato. Siamo in Europa, non negli Stati Uniti e siamo molto affezionati alle nostre radici. Come ci hanno insegnato gli italiani emigrati all’estero l’aver ottenuto la cittadinanza e il diritto di volto nel loro nuovo Paese li ha aiutati ad integrarsi, ad esprimere al meglio la loro italianita’ e non hanno perso il legame con la loro terra di origine. Riconoscere la cittadinanza non e’ svilire la nostra nazione e la nostra cultura, al contrario, significa chiedere a chi e’ venuto in Italia di amarla e non solo rispettarne le regole e le leggi. Per questo insisteremo con la nostra proposta: un bambino figlio di immigrati di cui almeno un genitore e’ in Italia da cinque anni, se i genitori lo scelgono, puo’ avanzare domanda cittadinanza che dovra’ essere confermata dal diretto interessato al compimento del diciottesimo anno".

"Quanto al referendum – conclude – Grillo sappia che noi non lo temiamo. Sosteniamo con grande determinazione il ministro Kyenge che con tenacia e pacatezza ha detto di voler cercare il dialogo tra tutte le forze parlamentari e di voler costruire una sintesi tra i molti progetti di legge presentati. Al ministro l’abbraccio e la solidarieta’ di tutto Pd di fronte ai continui attacchi nei confronti della sua persona".