Immigrati, Triton nuota sempre nel Mare Nostrum – di Mario Galardi

Francamente c’è da restare allibiti per quello che sta accadendo. Il ministro Angelino Alfano si è dichiarato soddisfatto, perchè con l’operazione Triton l’Italia risparmierà. Ma si dà anche il caso che il ministro Pinotti (quella con il lungo collo, che compare spesso in tv agitando in continuazione la testa e facendola girare anche a noi televidenti) afferma che tutto resterà uguale, perchè ce lo impone “il diritto del mare” e quindi continueremo ad andare a prendere i barconi, i cui scafisti, lo sappiamo, verranno severamente denunciati (sai che paura).

Alfano dichiara che si è salvaguardata Lampedusa, ma non ci dice nulla degli altri centri di raccolta, in Sicilia e nelle altre regioni, dove ogni mese continuano a venire alloggiati decine di migliaia di clandestini, gran parte dei quali trova poi il modo di uscire, andando ad incrementare i questuanti, i venditori di articoli contraffatti, o peggio.

Il buonismo imperante, che da anni viene diffuso dai media della cultura dominate, ed ora disgraziatamente anche da Papa Bergoglio, sta facendo danni che potrebbero essere irreparabili, perchè dell’invasione degli emigranti non si intravvede la fine.

Nei paesi dei continenti vicini vivono un miliardo e più di persone. Di costoro, si può immaginare quanti vorranno partire sapendo che verranno accolti. Duecento milioni? Cento milioni? O anche solo cinquanta? Vogliamo, o no, mettere un limite? Il governo a questo non pensa minimamente, né ha chiesto il parere degli italiani o la loro autorizzazione.

Contestualmente all’invasione, c’è chi spinge per introdurre nel nostro ordinamento giuridico lo “ius soli”. Perfino Berlusconi si è dichiarato favorevole, salvo poi precisare che i nati in Italia dovranno frequentare le scuole e imparare la lingua. Ma con lo ius soli i nuovi nati saranno immediatamente italiani a tutti gli effetti e con tutti i diritti. Qualcuno, magari lo stesso Berlusconi, può gentilmente spiegarci cosa potremo fare, se poi costoro invece di imparare l’italiano continueranno a parlare un’altra lingua e a riunirsi solo tra loro? Altro che accettazione della nostra cultura e tradizioni. Quando saranno in numero imponente, pretenderanno l’accettazione della loro cultura e delle loro leggi. A Parigi, caso isolato, hanno fatto uscire dal teatro una donna velata. Ma non inganniamoci, la realtà purtroppo è un’altra. A Marsiglia gli immigrati, antichi e recenti, occupano interi quartieri e bloccano impunemente le vie e le piazze per le loro preghiere. A Vienna ho visto nelle strade, negli alberghi e nei negozi, centinaia e centinaia di donne in niqab nero, che non lasciava vedere neppure gli occhi. Nei musei invece, in barba alla nostra cultura, non ne entrava neppure una. A Londra ci sono già tribunali che impongono le leggi della sharia. È questo il futuro che vogliamo per l’Italia?

Con il nostro Paese in preda alla più grave crisi del dopoguerra, ci si preoccupa assurdamente di modificare la concessione della cittadinanza, mentre il rinnovamento è fermo da anni o avanza a passo di lumaca, e mentre gli altri paesi vanno avanti.

A Miami nell’ottobre del 2009 decisero di costruire un grande tunnel sottomarino, per consentire il traffico delle merci verso il porto, evitando il centro della città. Nel novembre del 2011 già avevano ottenuto i permessi e dato inizio ai lavori, e in agosto di quest’anno il tunnel è stato aperto al traffico. Per il terzo valico di Genova si discute fin dagli anni ’80, e sempre con l’opposizione dei comunisti (forse non mangiano i bambini, ma esistono ancora). La costruzione fu approvata nel 1991, ma i lavori fino ad oggi hanno interessato solo le gallerie di servizio. Ancora recentemente ho visto manifestanti no-tav e no-terzovalico, con le bandiere rosse sotto il municipio di Genova. Si stima ottimisticamente che l’opera sarà conclusa intorno al 2020. Se tutto andrà bene, saranno occorsi trent’anni, contro gli otto che furono necessari, dal 1956 al 1964, per costruire con mezzi molto meno moderni l’intera autostrada del Sole, lunga 760 chilometri e con centinaia di tunnel e di viadotti.

Berlusconi per anni è stato animato dalle migliori intenzioni. Saranno gli storici a dire se fu ostacolato maggiormente dai poco raccomandabili alleati, oppure bloccato da certa magistratura, o frenato dal suo scarso coraggio. Certo che oggi a Renzi sono concesse affermazioni, tipo quella che “il governo non tratta con i sindacati”, che in bocca a Berlusconi avrebbero provocato una sommossa popolare della sinistra. Renzi ha capito che certi veti e il mostrare i muscoli ormai erano solo un bluff, ed è andato a vedere. Se, con il suo decisionismo, riuscirà a realizzare anche solo la metà di quanto promesso, bene. Ma lo ius soli, mai e poi mai. Vogliamo sperare che Renzi si sia dichiarato favorevole solo per dire qualcosa di sinistra e per tacitare i capoccioni che sta rottamando. A noi semplici cittadini, in attesa delle elezioni, non rimane che attendere. Ma dobbiamo restare vigili e fare sentire le nostre voci.