Immigrati, ordinanza anti-ebola dei sindaci leghisti: certificato medico o espulsione

Certificato medico obbligatorio per gli immigrati, pena l’allontanamento coatto. Accade in Piemonte, o meglio in quei comuni piemontesi ancora governati da giunte leghiste, dove i sindaci del carroccio sarebbero in procinto di firmare una serie di ordinanze che recheranno in oggetto "misure urgenti per il contrasto al diffondersi di malattie infettive".

Anticipata nelle scorse settimane come misura "anti ebola", l’iniziativa e’ stata ufficializzata ieri, proprio mentre nella periferia romana riprendeva corpo la guerriglia a cielo aperto contro i migranti del centro d’accoglienza di Tor Sapienza. Ad annunciarla, il segretario regionale del partito ed ex governatore Roberto Cota, che gia’ promette battaglia anche nei comuni in cui la Lega non detiene la maggioranza.

"Dove siamo all’opposizione – spiega Cota – presenteremo mozioni per impegnare i sindaci ad adottare l’ordinanza: li invitiamo, se davvero hanno a cuore la salute dei loro concittadini, a seguire il nostro esempio. Questa sarebbe materia di competenza dello Stato o della Regione, ma visto che ne’ l’uno ne’ l’altra se ne occupano, ci pensiamo noi a impegnarci in un’iniziativa contro i problemi creati dall’immigrazione irregolare e incontrollata".

Laddove entrera’ in vigore, l’ordinanza sancira’ "il divieto di dimora, anche occasionale, per persone prive di regolare documento di identita’ e di regolare certificato medico rilasciato dalla competente Unita’ locale socio sanitaria attestante le condizioni sanitarie e l’idoneita’ a soggiornare".

A fare da apripista, il sindaco di Cossato (Biella) Claudio Corradino, che ieri parlava di un intervento "indifferibile", da rendere dunque esecutivo al piu’ presto; ma che ha invece ricevuto un brusco stop dall’alluvione abbattutosi nel biellese, dove una frana ha appena travolto due coniugi, uno dei quali e’ rimasto ucciso. "Siamo in piena emergenza idrogeologica – spiega – quindi per il momento l’ordinanza e’ accantonata. Resta il fatto che noi dobbiamo tutelare la salute di tutti i cittadini; e ce ne sono molti che ogni settimana vengono a lamentarsi nel mio ufficio. Puo’ essere un intervento discutibile, qualcuno potra’ giudicarlo una stupidaggine; ma come sindaco io posso farlo e lo faremo molto presto. Punto e basta".

A sentire Corradino, l’ordinanza sarebbe tecnicamente lecita e non impugnabile, perche’ eseguita ex articolo 50 della Costituzione, "e quindi – spiega il sindaco – in un ambito di poteri di sanita’ pubblica". "Il Governo – dice – ha cancellato il reato di immigrazione clandestina, e noi in qualche modo dobbiamo tutelarci. I migranti irregolari arrivano dopo viaggi lunghi, estenuanti, in condizioni precarie, e possono essere vettori di malattie. Noi vogliamo assicurarci che, se arrivano qui, vengano visitati prima di metterli in un centro d’accoglienza".

A nulla serve ricordare che in realta’ non esiste alcun centro d’accoglienza a Cossato e nel biellese, "perche’ – precisa il Sindaco – un domani potrebbero piazzarcene uno". Tantomeno argomentare che, almeno nel caso dell’Ebola, il rischio minore e’ rappresentato proprio i migranti che arrivano via mare, come ha spiegato a Redattore Sociale Maria Capobianchi, direttrice del Laboratorio di virologia dell’Istituto malattie infettive Spallanzani di Roma. "Appena rientrata l’emergenza maltempo, l’ordinanza diverra’ esecutiva", conclude Corradino. Che presto, come annunciato dallo stesso Cota, verra’ seguito da tutti gli altri sindaci piemontesi del partito.