Immigrati, Leggeri (Frontex): emergenza durerà anni, muri inutili

In una intervista a Le Figaro, pubblicata oggi anche da La Repubblica, Fabrice Leggeri, direttore di Fontex, reclama una maggiore collaborazione dell’Ue per aiutare sul campo gli Stati membri in difficoltà di fronte al problema dei migranti: "La priorità deve andare all’installazione effettiva di centri di registrazione (hot spots), come a Catania e fra poco al Pireo, in Grecia. In questi centri lo Stato membro riceve l’aiuto operativo congiunto di Frontex e di altre agenzie per l’esame, la raccolta delle impronte digitali, l’identificazione dei nuovi arrivati, e anche per il contrasto alla criminalità organizzata e alle reti di trafficanti. È questa operazione di scrematura che consente di separare i richiedenti asilo dai semplici immigrati irregolari, che dovranno essere ‘allontanati’, vale a dire rispediti nel loro Paese". E sottolinea che "fra gennaio e luglio l’Unione Europea ha registrato 340mila ingressi irregolari, un aumento del 175".

Inoltre aggiunge: "L’esperienza insegna che quando si costruiscono delle barriere il traffico non si esaurisce, semplicemente devia. Le cause persistono: la situazione politica in Medio Oriente e l’assenza di prospettive di sviluppo in Africa. Sono elementi strutturali destinati a perdurare, e forse anche ad aggravarsi. Una chiusura permette di ridurre momentaneamente la pressione su uno Stato. Ma i profughi finiranno sempre per aggirarla", "non è una situazione che durerà sei mesi, e neanche pochi anni. Il mio mandato scadrà nel 2020 e l’unica previsione ragionevole che posso fare è che l’attività di Frontex continuerà a espandersi. In primavera il budget di Frontex è stato triplicato, le ultime cifre ci spingeranno probabilmente a cambiare modello. È in corso una riflessione sulla gestione integrata delle frontiere dell’Unione. Com’è spesso successo, è una crisi che spinge l’Europa a cambiare".