Il tesoro nero di Berlusconi – di Franco Esposito

Il cavaliere nero e la strada dei soldi. Il grande evasore proprietario di una ricchezza sconfinata. Il ventennio dei segreti e dei misteri di Silvio Berlusconi, il suo poderoso progressivo arricchimento. Un regno di affari e successi: la nascita delle televisioni, l’ingresso in politica, i grandi giri di danaro, l’illecito e il lecito. Incontestabili testimonianze, documenti non confutabili, questo e altro in un libro, “Il Cavaliere nero”, che finalmente fa luce sull’impero economico e finanziario di Silvio Berlusconi. Una fortuna nascosta all’estero, ricorrendo a sottili, sofisticati artifizi. Strategie diaboliche, finalizzate all’arricchimento esclusivo della famiglia Berlusconi. Un sistema che ha condizionato fatalmente l’Italia.Una storia-romanzo scritta da Paolo Biondani e Carlo Porcedda per i tipi di Chiarelettere Editore. Una caccia al tesoro lunga più di venti anni, attraverso la visione di documenti esclusivi, mai pubblicati prima.

Il patrimonio nero di Silvio Berlusconi ricostruito nella sua interezza dai due giornalisti. Paolo Biondani è inviato de L’Espresso, dopo aver a lungo lavorato alla cronaca del Corriere della Sera. Ha seguito l’ultimo scandalo delle Brigate Rosse, il rapimento di Obou Omar e tutti gli scandali economici e politici che hanno affondato il Paese. Carlo Porcedda si autodefinisce un “cronista in proprio”. Ha scritto libri, segnalandosi soprattutto con l’opera a due mani, con Maddalena Brunetti, l’inchiesta sui mali atavici e attuali della Sardegna, la sua isola. “Lo sa il vento”, è pieno di suggestione, amore, amarezza, veleno critico, passione. Un successo editoriale.

Il libro, le prove, i documenti. “Il Cavaliere nero” è ricco di originalità e inediti, passi che contengono comunque dati e riferimenti incontestabili. Una ricostruzione minuziosa che spiega come e perché il tribunale di Milano ha condannato Silvio Berlusconi per frode fiscale.

“Affari Italiani” ha pubblicato in esclusiva alcuni passi del libro di Biondani e Porcedda. I magistrati del processo Mediaset, sedici su sedici, scrivono in tutti i gradi di giudizio, che “Berlusconi ha immagazzinato immense somme nei più imprevedibili paradisi fiscali”. Biondani e Porcedda mettono in evidenza le prove dell’enorme patrimonio nero accumulato da Berlusconi attraverso il ricorso a offshore, 28 affiliate segretamente alla casa madre. La lista di 22 società del gruppo B della Fininvest fu sequestrata dalla polizia inglese il 16 aprile 1996 nello studio dell’avvocato Mills. “Sono società non ufficiali della Fininvest”, dichiarò l’avvocato, un bell’esempio di doppiezza. È così che Fininvest ha riempito e pagato per anni, con fondi riservati, gli avvocati, i faccendieri, gli affaristi, che hanno arricchito Berlusconi, consentendogli di nascondere il tesoro nero. Il tesoro mai trovato, ed è per questa fondamentale ragione che gli autori sostengono che la caccia l’abbia vinta proprio Berlusconi. Cantano le carte, ma non si riesce a scoprire dove sia il tesoro.

Magistrati e investigatori si sono mossi tra mille difficoltà. Spesso male accolti, respinti, schivati, soggetti a deviazioni, bugie e inganni. Hanno agito in mezzo ad ostacoli non scavalcabili e neppure aggirabili. Eppure alla fine un obiettivo l’hanno raggiunto: la pubblicazione dell’inventario della ricchezze di Berlusconi. Malgrado la continua sparizione di archivi, la presenza e il lavoro sporco di testimoni corrotti, la presenza di singolari improbabili personaggi, come Frank Agrama.

Biondani e Porcedda forniscono il racconto dettagliato e definitivo di un sistema illegale. Il libro dice: questa è la più grande caccia al tesoro del più grande degli evasori, come da dettato della sentenza del tribunale di Milano. Mediaset, in tutto questo, appare come il filo d’Arianna, sottile e insieme spesso, che unisce vicende, episodi solo apparentemente slegati tra loro. Il rumore silenzioso e squassante dei soldi. La possibilità, per chi il libro lo legge, per capire cosa è successo e cosa si nasconde di Berlusconi all’estero. Montagne di denaro non dichiarato, quindi senza pagare un centesimo di tasse. Un patrimonio nero inavvicinabile per chiunque; solo Berlusconi può arrivarci. Infatti, nessuna autorità è mai riuscita a scucirgli un centesimo di euro o di dollaro. La caccia ai documenti ha avuto successo. Quella al tesoro nero prosegue con scarse speranze di successo però.