IL PREMIER | Conte, “nei miei viaggi all’estero promuovo sempre il made in Italy”

“In ogni mio viaggio all'estero incontro sempre volentieri i nostri imprenditori e promuovo sempre le loro iniziative economiche. In migliaia possono testimoniare questa mia determinazione a promuovere il made in Italy e le nostre attività di impresa presso i Governi stranieri”

Il presidente del Consiglio Giuseppe Conte in una intervista al Sole 24 Ore afferma: “Mi hanno sorpreso le parole del Presidente di Confindustria. Io personalmente l’ho incontrato già due volte e ancora lo incontrerò. Non capisco su quali basi abbia potuto affermare che questo Governo sia ‘ostile all’industria’. Questo Governo è alleato di tutte le imprese che onestamente e responsabilmente svolgono la loro missione che è quella d’investire, perseguire la remunerazione degli investimenti e quindi ricavarne utili”.

“Noi, io e tutti i ministri, lavoriamo ogni giorno per questi imprenditori. Abbiamo pensato a loro riducendo il costo del lavoro tagliando del 32% le polizze Inail, quando abbiamo dimezzato l’Imu, quando abbiamo portato l’Ires al 15% per chi assume nuovo personale e investe, quando abbiamo introdotto un meccanismo generalizzato per consentire di ottenere un tempestivo pagamento dalla Pa, tramite Cdp, quando abbiamo rimpinguato il Fondo di garanzia per le Pmi, a tacer di tante altre misure. È per loro che stiamo riducendo gli adempimenti burocratici, che stiamo semplificando il quadro delle regole, che stiamo rafforzando il piano gli investimenti”.

“Aggiungo che in ogni mio viaggio all’estero incontro sempre volentieri i nostri imprenditori e promuovo sempre le loro iniziative economiche. In migliaia possono testimoniare questa mia determinazione a promuovere il made in Italy e le nostre attività di impresa presso i Governi stranieri. Io stesso sto promuovendo contratti di sviluppo, coordinati dalla presidenza del consiglio, per ridare slancio produttivo a territori meno avvantaggiati. Ho già firmato quello per la Capitanata in Puglia”.

“Il Governo è ostile a quegli imprenditori, che per fortuna sono pochi, che anziché misurarsi sul mercato con le regole della sana competizione, cercano scorciatoie illegali, oppure beneficiano di agevolazioni statali per poi delocalizzare, oppure sottopagano i dipendenti o pretendono di fare del precariato l’unica unità di misura dei rapporti di lavoro. Ecco, verso di loro siamo ostili. Ma è certo che l’attenzione per il mondo dell’industria non è mai sparita né mai sparirà dall’orizzonte del Governo”.