I No Tav e il manganello – di Leonardo Cecca

Siamo un popolo curioso: desideriamo la democrazia e la libertà ed in nome di esse spesso alcuni gruppuscoli di persone manovrate da politicanti pretendono che la maggioranza degli italiani si pieghi al loro volere, o meglio alla barbarica prepotenza ed arroganza che manifestano nel peggiore dei modi: esempio eclatante è stata la barbarie che hanno dimostrato durante il G8 di Genova. Ora non avendo alcun G8 da contestare hanno ripiegato sul No Tav ed ogni tanto questa brava gente ci dà dimostrazione di democratiche manifestazioni.

Il giorno aprile un gruppo di "democratici" ha divelto la recinzione che è a protezione dei cantieri in Val Scrivia ed ha dato il via alla "goliardata" con tanto di lanci di materiale vario verso i poliziotti; il tutto era orchestrato dal solito politicante provocatore che questa volta ha rimediato una manganellata.

Sul blog di Grillo è riportato: "Finalmente la polizia ha cambiato bersaglio. Finalmente la polizia si è decisa a manganellare i politici. Certo che iniziare proprio da noi ci sembra un pochino eccessivo…".

Non vorrei sembrare irriguardoso verso i seguaci del comico genovese, ma mi sembra che costoro, oltre a non aver capito i principali cardini della democrazia, della libertà e del vivere civile, che non è fatto di insulti e di linguaggio scurrile e di assalti alle forze dell’ordine, ora hanno anche l’arroganza, o meglio l’ottusità, di pretendere non solo che una minoranza voglia imporre la propria volontà nell’ostacolare democratiche decisioni strategiche per il nostro sviluppo economico-industriale, ma che siano presi a manganellate i politici degli altri partiti che non partecipano alle loro deplorevoli ed antidemocratiche manifestazioni. Hanno iniziato con il manganellare un pentastellato e, come si dice, "chi inizia bene è a metà dell’opera".