Grecia, Tsipras convince le opposizioni: ecco l’accordo raggiunto

Il primo ministro greco Alexis Tsipras ha vinto la sua battaglia referendaria. Ieri, il 61,31 dei greci che si e’ recato alle urne hanno detto no alle proposte avanzate ad Atene da Bruxelles legittimando la sua scelta, avvenuta venerdi’ 27 giugno di abbandonare le trattative con i creditori. Anche le opposizioni hanno riconosciuto la vittoria del leader di Syriza annunciando che sosterranno il governo alla ripresa dei negoziati. Quando i risultati del referendum hanno iniziato ad essere inequivocabili il presidente greco Prokopis Pavlopoulos, su pressione del capo del governo Tsipras, ha convocato una riunione tra le forze politiche del paese, eccezion fatta per i neofascisti di Alba dorata, per fare quadrato intorno al governo.  

Ci sono volute sette ore ma alla fine Tsipras e’ riuscito a convincere le opposizioni, gli unici che continuano a prendere le distanze dall’esecutivo Syriza-Greci indipendenti (Anel) sono i comunisti del Kke. Il capo ad interim della principale forza di opposizione Nuova Democrazia, Vaggelis Meimarakis, che ha sostituito il dimissionario Antonis Samaras, pur criticando il governo per aver atteso troppo tempo prima di chiedere il sostegno delle opposizioni ha riconosciuto che tutte le forze politiche "hanno ora l’obbligo di contribuire al fine di raggiungere l’unita’ e per incoraggiare il governo a portare a casa un accordo che avra’ il supporto piu’ ampio".

Stando a quanto riferito dalla stampa greca le parti avrebbero messo a punto un accordo che prevede un’adeguata copertura per le necessita’ di finanziamento del Paese; la realizzazione di riforme credibili, basate su un’equa distribuzione degli oneri e la promozione della crescita con un impatto recessivo il piu’ basso possibile; un programma di crescita forte per contrastare la disoccupazione e promuovere gli investimenti e soprattutto l’impegno ad avviare un dibattito essenziale per quanto riguarda la sostenibilita’ del debito greco. Tra i primi risultati che la sintonia tra il governo e l’opposizione si propone di raggiungere il ripristino della liquidita’ al sistema creditizio in coordinazione con la Banca centrale europea (Bce).

A permettere il raggiungimento dell’accordo tra le parti le dimissioni, giunte in mattinata, del ministro delle Finanze Yanis Varoufakis che ha spiegato sul suo blog la decisione di fare un passo indietro anche per permettere ai negoziati internazionali di riprendere in modo piu’ sereno. A succedergli sara’ Euclid Tsakalotos, gia’ viceministro delle Finanze e capo dei negoziatori con i debitori. Domani pomeriggio si terra’ la nuova riunione dell’eurogruppo per far ripartire le trattative dopo che i greci nel referendum hanno bocciato la proposta di accordo avanzata da Bruxelles; Atene da parte sua stilera’ una nuova base d’accordo anche se il valore complessivo delle misure che la Grecia dovra’ adottare per risanare il debito, secondo gli analisti, dovra’ essere aumentato di due miliardi di euro.

Nella nuova bozza Atene dovrebbe spiegare anche dove recepire i fondi necessari a coprire le perdite subite questa settimana, circa due miliardi, con la chiusura delle banche, il controllo sui capitali e il limite ai prelievi ai bancomat, misure confermate oggi e che potrebbero durare per un’altra settimana in attesa che la Banca centrale greca (Bce) decida se concedere o meno altra liquidita’ agli istituti ellenici. Nuovi problemi potrebbero venire dal settore del turismo dopo le numerose prenotazioni cancellate nei giorni scorsi che avranno un impatto negativo sul prodotto interno lordo (Pil). In base agli analisti ora Atene dovra’ anche rivedere in negativo le proprie aspetattive di crescita che dovrebbe essere di circa mezzo punto inferiori a quanto ipotizzato fino a pochi giorni fa.

La vittoria del no nel referendum greco ha avuto forti ripercussioni anche sui mercati europei che hanno registrato forti vendite; tra le piazze piu’ penalizzate quella di Milano che ha perso oltre quattro punti percentuali. Piu’ contenute le perdite sulle altri grandi piazze europee. I titoli greci a dieci anni hanno sfiorato il 17 per cento, mai cosi’ bene dal 2012, mentre i titoli ellenici di due anni stazionano intorno al 50 per cento. Wall street ha aperto in calo dello 0,5 per cento, Tokyo ha chiuso con una perdita del due per cento mentre Hong Konk ha perso il 4,18. Da segnalare la tenuta dell’euro che nel cambio con il dollaro si e’ attestato ad 1,10. Il Brent e’ invece sceso sotto i 60 dollari al barile perdendo il 2,5 per cento rispetto al prezzo di venerdi’ scorso chiudendo a 58,80 dollari al barile, facendo registrare il prezzo piu’ basso da tre mesi a questa parte

Dopo la vittoria del no nel referendum in Grecia contro l’accettazione delle proposte di Bruxelles ora si attendono le mosse della Ue che pero’ sembra non voler fare troppe concessioni alla controparte. Il presidente dell’Eurogruppo, Jeroen Dijsselbloem, definisce il risultato "spiacevole per il futuro del paese", mentre per il presidente del parlamento europeo, Martin Schulz, "spetta al governo greco fare proposte concrete" per trovare un accordo con gli altri 18 paesi dell’eurozona e con le istituzioni Ue, mentre dalla Germania il ministro delle Finanze tedesco, Wolfgang Schaeuble, ribadisce che la ristrutturazione del debito greco non puo’ essere preso in considerazione dal governo tedesco. Domani pomeriggio si terra’ un vertice straordinario dei paesi della zona euro su proposta del cancelliere tedesco Angela Merkel e del presidente francese Francoise Hollande mentre i due si incontreranno in serata a Parigi per discutere della situazione.