Compravendita senatori, l’avvocato del Cav: ‘nessuna corruzione’

"Il nodo del processo e’ questo: non c’e’ stato alcun patto corruttivo, non c’e’ relazione tra il comportamento dell’ex senatore Sergio De Gregorio e le dazioni di denaro. Siamo al di fuori di qualsiasi configurabilita’ del reato di corruzione". Per l’avvocato Michele Cerabona, difensore di Silvio Berlusconi, non e’ ipotizzabile l’accusa di corruzione contestata all’ex premier al processo per la compravendita dei senatori giunto alle ultime battute.

Cerabona, che e’ intervenuto oggi, in Tribunale, a Napoli, dopo l’arringa dell’avvocato Niccolo’ Ghedini, ha respinto le argomentazioni della Procura, soffermandosi su una serie di punti che vanno dalla insindacabilita’ delle scelte del parlamentare, sancite dalla Costituzione, alla mancanza, a suo giudizio, dell’elemento costitutivo del reato contestato, ovvero l’atto contrario ai doveri di ufficio in cui sarebbe incorso De Gregorio votando contro la maggioranza che sosteneva il governo Prodi e nelle cui fila (Italia dei Valori) era stato eletto.

Cerabona ha affermato che se "cambio di casacca" vi e’ stato, esso non e’ rappresentato dal passaggio di De Gregorio al centrodestra. "C’e’ stato invece prima delle elezioni – ha spiegato il penalista – quando De Gregorio e’ passato dal centrodestra alla lista di Di Pietro".

Il legale ha evidenziato, ricorrendo alle stesse parole adoperate da De Gregorio durante gli interrogatori, che si tratto’ di "un ritorno a casa", ovvero del riavvicinamento a quello schieramento politico (l’area di centrodestra) nel quale il senatore si era sempre riconosciuto. Tale passaggio, il cui primo momento fu costituito dalla nomina a presidente della Commissione Difesa di Palazzo Madama con i voti del centrodestra, "si verifica in assenza di qualsiasi discorso di denaro".

Cerabona a tale proposito ha ricordato che De Gregorio quando aveva aderito all’Idv non aveva voluto sottoscrivere il programma di Prodi. Di Pietro lo avrebbe candidato convinto – ha detto Cerabona – che non sarebbe stato eletto, quindi "lo aveva messo li’ solo per raccogliere voti". Per il senatore quindi "il ritorno a casa si verifica prima e a prescindere da promesse o da dazioni di denaro".

Quanto ai soldi erogati da Berlusconi e Forza Italia a De Gregorio e al suo movimento Italiani nel Mondo, Cerabona ha evidenziato come il gip, nel respingere la richiesta di rito immediato, ritenne che la circostanza poteva rientrare nell’ambito di un finanziamento illecito. Il legale ha anche ricordato che De Gregorio aveva affermato che "Berlusconi non sapeva che quei soldi mi servivano per coprire ammanchi di cassa". Il processo riprendera’ mercoledi’ prossimo con le repliche dei pm, eventuali controrepliche dei difensori, dopodiche’ il Tribunale si ritirera’ in camera di consiglio per la sentenza.

ESCORT, SILVIO ALL’UDIENZA IL 10 LUGLIO Il tribunale di Bari ha revocato l’accompagnamento coattivo per Silvio Berlusconi, citato come testimone nel processo ‘escort’ sulle ragazze portate dall’imprenditore Gianpaolo Tarantini nelle residente dell’ex premier fra il 2008 e il 2009. Nell’ultima udienza Berlusconi non si era presentato per un impegno a Mosca con il presidente russo Putin, in quella precedente era a Lugano per la cessione del Milan. L’ex premier ha assicurato pero’ che sara’ a Bari per l’udienza di venerdi’ prossimo 10 luglio.

Accogliendo la richiesta presentata dallo stesso Berlusconi e dalla difesa, gli avvocati Niccolo’ Ghedini e Francesco Paolo Sisto, il presidente della seconda sezione penale del Tribunale di Bari, Luigi Forleo, ha revocato il provvedimento. Nell’istanza l’ex Cavaliere e i suoi legali chiariscono che l’impegno a Mosca da Putin era antecedente rispetto alla notifica della citazione nel processo barese.

Venerdi’ prossimo, 10 luglio, alle ore 12, Berlusconi ha assicurato quindi la sua presenza a Bari per partecipare all’udienza del processo in cui sono imputati per associazione per delinquere finalizzata allo sfruttamento, favoreggiamento e induzione alla prostituzione l’imprenditore barese Gianpaolo Tarantini e altre 6 persone (suo fratello Claudio, Sabina Beganovic, le attrici Letizia Filippi e Francesca Lana, e gli amici e soci in affari di Tarantini, Pierluigi Faraone e Massimiliano Verdoscia).

Nella scorsa udienza del 25 giugno i giudici baresi avevano definito l’impegno in Russia "non legittimo impedimento" ribadendo che "un imputato in procedimento connesso (con riferimento al processo barese in cui Berlusconi risponde di induzione a mentire in concorso con l’ex direttore de L’Avanti Valter Lavitola, ndr) puo’ avvalersi della facolta’ di non rispondere ma ha comunque l’obbligo di presentarsi dinanzi al giudice".

Nell’udienza precedente Berlusconi non si era presentato a Bari per un altro impegno a Lugano relativo alla cessione delle quote del Milan. Pur avendo annunciato tramite i suoi difensori che si avvarra’ della facolta’ di non rispondere, dunque, il Tribunale di Bari ritiene la sua testimonianza "rilevante e ammissibile".