Governo, Renzi e l’ultimatum a Letta: riforme o voto subito – di Gabriele Polizzi

(25112011MG1)- FIRENZE, 25/11/2011 "FIRENZE 20VENTI", LA DUE GIORNI SU PRESENTE E FUTURO DELLA CITTA'. NELLA FOTO: IL SINDACO MATTEO RENZI. FOTO MORINI GIACOMO/ {TM News - Infophoto} Citazione obbligatoria {TM News - Infophoto}

Matteo Renzi, sindaco di Firenze candidato alla segreteria nazionale del Partito Democratico, ha le idee chiare. Intervistato da Repubblica, lancia un messaggio al presidente del Consiglio Enrico Letta: o questo governo fa le riforme necessarie per il Paese, oppure il Pd toglierà il suo appoggio all’esecutivo e si andrà al voto.

“Letta deve sapere che il suo esecutivo ora e’ incentrato sul Pd. Ha cambiato forma, le larghe intese originarie non ci sono più”, commenta Renzi. “Aspettare l’8 dicembre per la verifica di governo non e’ stata una concessione. Chi vince impone la linea. Saremo leali ma conseguenti – continua Renzi -. Offro una disponibilità vera, un patto di un anno. E quindi proporremo tre punti che noi consideriamo ineludibili", "se il governo e’ tentennante, la nostra marcia verso le elezioni si trasformerà in un corteo funebre".

E ancora: “Il Pd ha trecento deputati e Alfano ne ha trenta. Con tutto il rispetto per Scelta Civica e per il Nuovo centrodestra, il governo sta in piedi grazie a noi. Alfano dice che puo’ far cadere Letta. Bene, cosi’ si va subito al voto. Io non ho paura. Lui si’. Perche’ sa che Berlusconi lo asfalta".

"Le cose da fare – spiega Renzi – le decideranno gli italiani che parteciperanno alle primarie. Difficilmente qualcuno si tirera’ indietro. Ma se c’e’ chi punta a spaccare il gruppo, sappia che la conseguenza saranno le elezioni anticipate".

Insomma, Renzi spinge il governo Letta a fare molto di più e lancia il suo ultimatum: o riforme subito o elezioni. Il sindaco del capoluogo toscano, inoltre, entra in qualche modo nel dibattito in corso nel centrodestra, dopo la scissione del PdL. “Alfano? Berlusconi lo asfalta se si va al voto”: e a giudicare i sondaggi, le cose stanno proprio così. Dunque? E’ inutile che il Pd cerchi accordi con il Nuovo centrodestra, perché è Berlusconi ad avere i parlamentari con sé, e i voti. Renzi ha intenzione di offrire “una disponibilità vera” al governo, “un patto di un anno”. Un patto da proporre a Letta, ma non ad Alfano, proprio perché “noi siamo 300, loro 30. Mica ce l’ha ordinato il dottore di stare insieme". "Non è che ora non trattiamo più con Berlusconi – aggiunge il sindaco – e ci mettiamo a mediare con Formigoni e Giovanardi".

La presa di posizione di Renzi non è sfuggita a Raffaele Fitto, Forza Italia, che esprime “sincera solidarietà al dinamico duo Alfano-Lupi. I loro sforzi, il loro abbandono del partito che li ha eletti e li ha portati al governo, il loro abbandono del presidente Berlusconi nei giorni piu’ difficili, la loro accettazione del tradimento degli elettori attraverso il ritorno della tassa sulla casa, vengono ‘compensati’ con un’intervista in cui (giustamente, dal suo punto di vista) Renzi gia’ li scarica politicamente". "Quanto invece alla prospettiva politica, va considerato con attenzione positiva il richiamo di Matteo Renzi al bipolarismo – conclude Fitto -. Nella chiarezza e nella distinzione, in una limpida logica di alternanza tra centrodestra e centrosinistra, quel bipolarismo forte e’ proprio cio’ che anche noi vogliamo costruire".