Governo Letta, un successo di Silvio Berlusconi – di Gabriele Polizzi

Silvio Berlusconi, appreso il risultato elettorale delle elezioni politiche di fine febbraio, l’aveva detto un minuto dopo: siamo disponibili a un’intesa con il Partito Democratico. E nei giorni e nelle settimane successive il Cavaliere aveva ripetuto più volte: o governo di larghe intese o voto subito. Beh, non c’e’ che dire: ancora una volta l’uomo di Arcore e’ stato regista di un film che si e’ concluso con il finale da lui previsto e voluto. Il leader del Popolo della Libertà fin da subito aveva tracciato la strada da percorrere: Pierluigi Bersani, segretario dimissionario del Pd, da presidente del Consiglio incaricato si era ostinato disperatamente a cercare il matrimonio impossibile con i grillini, arrivando a subire umiliazioni che nessun innamorato avrebbe sopportato. Del resto l’ipoteca vendoliana e i tanti, troppi parlamentari nati da una legge elettorale improvvida, esercito disordinato e senza un vero generale, non potevano consentire di deporre le armi e stringere patti con lo storico nemico.

Cosi’ abbiamo visto il Bersani già indebolito durante lo streaming con gli esponenti parlamentari del Movimento 5 Stelle; l’abbiamo visto inseguire Beppe Grillo come fosse la sola ancora di salvezza, quando era evidente a tutti gli altri che il giullare genovese di una alleanza con il Pd – così come con qualunque altro partito presente nel Palazzo – non ne voleva proprio sapere. Fin quando si e’ arrivati all’elezione del capo dello Stato: e lì l’uomo di Bettola si e’ proprio schiantato contro un muro, spaccando il Pd in più parti, bruciando nomi come Marini o Prodi. Uno scenario da apocalisse per i dem.

Enrico Letta ha mostrato tutto un altro stile. Si e’ rivelato più sicuro di se’ rispetto a Bersani, pragmatico e capace di superare gli steccati, e soprattutto  libero dai condizionamenti della pattuglia sinistra. Lo accusano di "democristianeria", ma, dati i tempi, si puo’ anche arrivare a dire che si stava meglio quando si stava peggio e che certi nomi della Prima Repubblica sono entrati nella Storia a pieno diritto. Letta ha iniziato bene, riuscendo ad aprire una breccia nel muro dell’incomunicabilita’ e riconoscendo a Berlusconi il ruolo che dieci milioni di elettori gli hanno consegnato.

Il segretario del PdL, Angelino Alfano, e’ vicepremier in questo esecutivo, che ha 5 ministri di provata fede berlusconiana. Il governo e’ nato e potra’ rispondere – si spera lo faccia bene e in fretta – ai bisogni del Paese. Lo stallo e’ superato. Il successo personale del Cavaliere e’ certificato dalla stretta di mano fra Letta e Alfano sui banchi del governo, dopo il discorso del premier all’Aula di Montecitorio. Ti davano per morto, caro Silvio: ma tu sei più vivo che mai e ancora una volta l’hai dimostrato. Alla faccia di Grillo, Vendola, Di Pietro. E dello stesso Bersani.