Governo, Letta: situazione non facile, ma stabilità prevarrà

Enrico Letta interviene a New York a un confronto ospitato dal pensatoio statunitense Council on Foreign Relations. La legge di stabilità, sottolinea il premier, ridurrà la pressione fiscale sul lavoro. E’ questo l’impegno preso dal capo del governo, che poi sollecitato sul tema della giustizia e dei problemi di Silvio Berlusconi, risponde che "il vero problema e’ la lentezza della giustizia civile", che agli investitori stranieri appare come una questione di "stato di diritto debole". In ogni caso, "nel programma Destinazione Italia ci sono molte norme per gli investimenti esteri", rileva il premier. Letta puntualizza che "servono riforme anche nella giustizia penale, ma non per risolvere i problemi di Berlusconi". Il presidente del Consiglio, a proposito della situazione politica italiana, constata che la tenuta della coalizione "non e’ facile ma – assicura – la stabilita’ prevarra’". Ai giornalisti che gli chiedono delle crisi in Siria ed Egitto, Letta conferma l’impegno italiano, notando che per l’Italia si prone tra l’altro un "problema cruciale" di approvvigionamento di energia, che "e’ vita". Sul caso siriano, il premier esorta a lavorare ancora per una soluzione diplomatica, enfatizzando il "ruolo fondamentale" delle Nazioni Unite, e in particolare del Consiglio di sicurezza. Tuttavia – avvisa Letta – dal governo di Damasco non potranno arrivare "solo parole". Quanto alla politica europea, "dopo le elezioni tedesche non ci sono piu’ alibi, dobbiamo rimettere la crescita al centro della nostra azione", rileva Letta. A proposito delle relazioni tra Europa e Stati Uniti, il premier pone l’accento sulla necessita’ di un’alleanza strategica sempre piu’ stretta. Letta insiste a piu’ riprese sull’esigenza di una "governance globale, nuova moderna e aggiornata". Ma a tale scopo – aggiunge – occorre "migliorare la governance europea". Il presidente del Consiglio segnala infine l’importanza del ruolo che l’Italia svolgera’ il prossimo anno, assumendo la presidenza di turno dell’Unione europea. "Potremo dimostrare – conclude Letta, incassando gli applausi della platea – che non a caso la Comunita’ europea fu creata nel 1957 a Roma".

Sempre sul fronte del governo, si segnala la salita del vicepremier e ministro dell’Interno Angelino Alfano al Colle, dove si e’ intrattenuto per un colloquio col Capo dello Stato, incentrato – hanno fatto filtrare fonti del Quirinale – sulla stabilita’ dell’esecutivo Letta. Un colloquio importante, se si tiene conto del ruolo di Alfano, che oltre a essere numero due del governo e’ segretario del Pdl e "ambasciatore" delle istanze di Silvio Berlusconi.