Galaxy Note 7, il phablet Samsung nato morto

Doveva essere l’arma più potente di Samsung, ma si è rivelato un boomerang per l’azienda. Galaxy Note 7, il phablet Samsung di ultima generazione, è nato morto. Appena uscito, negli Usa, ha causato problemi. Il più grave di tutti? La batteria, che prende fuoco e così il cellulare diventa una piccola bomba nella tasca. In Italia l’uscita era prevista per settembre, ma è stata rimandata. E intanto un altro milione di cellulari Samsung sono stati richiamati a causa delle batterie difettose.

La US Consumer Product Safety degli Stati Uniti ha imposto la misura del richiamo di un milione di telefonini cellulari Samsung del modello Galaxy Note 7 acquistati prima del 15 settembre, in quanto a rischio esplosione a causa di un difetto nelle batterie. Gli Usa sono il primo paese ad imporre un richiamo ufficiale del modello dopo la Corea del Sud. La commissione americana per la protezione dei consumatori ha fatto sapere che sono in tutto 92 gli episodi registrati ad oggi negli Usa.

Preoccupazione intanto tra i passeggeri dei voli dopo che la Federal Aviation Administration degli Stati Uniti d’America (FAA) ha emesso il divieto di utilizzo dei telefoni sugli aerei, a non caricarlo in volo e a non conservarlo in un bagaglio da stiva. Il motivo è sempre lo stesso: il cellulare rischia di esplodere.

Insomma, questo Galaxy Note 7 ha già causato miliardi di danni a Samsung, senza contare il danno d’immagine a livello mondiale. Sicuro a casa Apple si stanno sfregando le mani…