Forza Italia perde i pezzi, Berlusconi ai suoi: niente panico – di Luca Dassi

Italian former Prime Minister Silvio Berlusconi delivers a speech during a rally organised by the People of Freedom party (PDL) against 'politicised magistrates' on May 11, 2013 in Brescia, after a four-year prison sentence and a three-year amnesty was confirmed against Berlusconi convicted for tax fraud. A loudmouth in elections earlier this year, Silvio Berlusconi has been understated since then, as he seeks a statesman-like image marked by his surprisingly muted reaction to a court ruling that upheld his conviction for tax fraud. AFP PHOTO / OLIVIER MORIN

Momenti difficili per Forza Italia. Dopo l’addio di Amoruso, un altro senatore lascia il gruppo azzurro e passa con l’Ala di Denis Verdini. Si tratta di Domenico Auricchio. Così la formazione di Verdini a questo punto raggiunge i 12 membri. Per il capogruppo Lucio Barani “la crescita numerica del Gruppo è segno della validità di un progetto politico che confido anche altri abbracceranno”.

Silvio Berlusconi ha provato fino all’ultimo a trattenere i due senatori, senza successo. C’è malumore, nel partito. C’è tensione. C’è aria da “si salvi chi può”. Il Cavaliere lo sa e anche per questo si prepara ad incontrare i suoi parlamentari. Giovedì, alle 15, a Palazzo Madama, dovrebbe esserci anche Silvio all’incontro convocato dal presidente dei senatori azzurri, Paolo Romani. L’intenzione dell’uomo di Arcore è quella di ritornare in prima linea, riprendersi la scena, rassicurare i suoi e lanciare un messaggio chiaro: niente panico, il partito è forte, è tornata con noi Nunzia Di Girolamo e forse ne torneranno altri. Nessun rischio sbandamento, si prepara ad assicurare il Cav.

Tuttavia chi gli sta vicino in questo periodo continua a ripetere che Silvio ha la testa altrove, non nelle cose della politica, ma nelle sue imprese. Vedremo se giovedì il Cav sarà davvero presente all’incontro azzurro e vedremo se riuscirà a rassicurare i suoi parlamentari. L’impressione è che in tanti, troppi, stiano tornando a considerare il Berlusca come un treno arrivato al capolinea. Ma già in passato quelli che lo davano per politicamente morto, sono sempre stati smentiti.