Google potrebbe pagare presto in Italia tasse ben piu’ salate di quelle sinora versate all’erario che, nel 2012, sono ammontate a poco piu’ di un milione e mezzo su un fatturato di 50. La commissione Finanze della Camera, impegnata da martedi’ prossimo nel voto sulla delega fiscale, sono arrivati due emendamenti del Pd che farebbero pagare piu’ imposte alle multinazionali del web. Tema questo all’attenzione anche della Commissione Ue dallo scorso maggio.
Il tema di fondo, su cui sta riflettendo anche Bruxelles, e’ che i giganti della Rete non pagano le tasse nei Paesi dove operano, bensi’ in quello dove hanno sede legale: nel caso di Google (ma questo vale per molte altre multinazionali) la sede e’ l’Irlanda dove l’imposizione e’ molto piu’ bassa che negli altri Paesi dell’Ue. Il che darebbe vita a una concorrenza sleale, ipotesi su cui ha puntato la lente la Commissione. Ma l’Italia si porterebbe avanti con i compiti se venisse approvata una delle norme contenute in uno dei due emendamenti del Pd a prima firma Ernesto Carbone.
Il primo emendamento avanza una soluzione specifica: ”prevedere che chiunque venda campagne pubblicitarie on-line erogate sul territorio italiano, debba avere una partita Iva italiana, ivi incluse le operazioni effettuate mediante i centri media e gli operatori terzi”.
Quindi sarebbe sottoposta a imposizione non l’attivita’ sul web in quanto tale ma i banner pubblicitari, che danno i veri introiti alle multinazionali. Il secondo emendamento e’ piu’ generico e prevede che anche in Italia si introducano ”sistemi di tassazione delle imprese multinazionali basati su adeguati sistemi di stima delle quote di attivita’ imputabili alla competenza fiscale nazionale”. ”E’ una sollecitazione – spiega Marco Causi, capogruppo Pd in commissione Finanze – al governo alla riflessione”. Trattandosi di una delega fiscale spetterebbe poi all’esecutivo, nei decreti attuativi, adottare le misure specifiche. Il presidente della commissione e relatore alla delega, Daniele Capezzone (Pdl) non si pronuncia nel merito e ricorda che tutti e 270 emendamenti presentati dai gruppi verranno ”esaminati attentamente” prima di votarli a partire dalla seduta di martedi’ prossimo. La delega approdera’ poi nell’Aula della Camera la settimana successiva, il 23 settembre, per poi passare all’esame del Senato. Ma oltre a questo tema la delega, che finora ha viaggiato in commissione Finanze con appoggio bipartisan, contiene norme essenziali per la riforma fiscale a partire da quella del catasto, presupposto per la trasformazione dell’Imu in service tax.
































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