La ripresa dell’Eurozona c’e’, ma e’ come un ”germoglio ancora molto, molto verde”. E per questo la Bce promette una politica monetaria ”accomodante” per tutto il tempo necessario. Conferma la ‘forward guidance’, l’impegno per un periodo ”prolungato” a mantenere i tassi allo 0,50% o a tagliarli ancora. E ritiene ”nient’affatto esaurito” il suo arsenale di misure a disposizione. Mario Draghi, il presidente della Bce che oggi ha salutato l’accordo con il Parlamento europeo sul passaggio della sorveglianza bancaria all’Eurotower e dato il benvenuto alla Lettonia che a gennaio diventera’ il diciottesimo Paese dell’Eurozona, e’ costretto a fare l’equilibrista. Le nuove stime della Bce oggi confermate tracciano un quadro piu’ roseo, con il Pil dei Diciassette in contrazione quest’anno dello 0,4%, meglio del -0,6% previsto tre mesi fa.
Il commissario Ue agli Affari economici Olli Rehn, accanto a Draghi e alle autorita’ lettoni a Riga dove si presentava l’ingresso nell’euro, mostra ottimismo: ”Vediamo i primi segnali che l’economia dell’Eurozona possa essere davanti a una svolta”, anche se – probabile riferimento anche all’Italia – vi sono ”rischi significativi, fra cui l’instabilita’ politica in alcuni Paesi e la possibilita’ di fare passi indietro su alcune riforme”. Ma Draghi invita alla cautela. Quasi a difendersi, spiega di ”non aver manifestato entusiasmo sulla ripresa”. Il bollettino della Bce pubblicato oggi vede una ”ripresa graduale” con un ”lento recupero del prodotto” atteso nel resto del 2013. Parole pesate con il bilancino per difendere la ‘forward guidance’ sulla quale fra gli investitori continuano a serpeggiare dubbi. Lo sforzo di Draghi per convincerli che i tassi resteranno bassi cozza contro la svolta della Fed americana, che di fronte alla ripresa degli Usa piu’ convinta va verso una stretta monetaria e iniziera’ a stringere il rubinetto degli acquisti di bond in autunno.
I tassi di mercato stanno risalendo su scala globale di fronte alla ‘corrente di riflusso’ innescata dalla banca centrale americana. Tanto che lo stesso Draghi e’ costretto a dire che alcuni tassi di mercato sono ”ingiustificati” al livello attuale, e a rivendicare che la ‘forward guidance’, anche se non ha ottenuto tutti i risultati sperati, e’ servita ad abbassare la volatilita’, la frammentazione dei mercati finanziari dell’Eurozona sta indietreggiando e anche l’attivita’ creditizia sta convergendo. E a ribadire la sua cautela sulla ripresa, sottolineando al tempo stesso l’inflazione ”che restera’ a lungo sulla parte molto bassa”. Una posizione piu’ ottimistica sulla ripresa non farebbe che giustificare le aspettative degli investitori per una stretta anche da parte della Bce, evidenti da un sondaggio condotto dalla Bloomberg: fra 31 economisti, 16 ritengono che la strategia messa in campo da Draghi per svincolare la Bce dalla Fed sia stata inefficace nell’orientare i tassi che le banche si applicano fra loro nelle transazioni di liquidita’. Come il tasso Eonia forward, rimasto allo 0,25%, stesso livello precedente l’annuncio della ‘forward guidance’ dello scorso 4 luglio.
































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