Euro 2016, Italia batte Malta 1 a 0. Gol (di mano?) di Pellè

Una bella partita, soprattutto nel secondo tempo. Primo tempo sotto tono. Poi alta la tensione in campo. Ma alla fine l’Italia ha battuto il Malta per 1-0 con un gol di Pellè al 24esimo del secondo tempo. E così ancora una volta è l’attaccante del Southampton a castigare i maltesi, come all’andata così il ritorno.

Sua la rete che dà la vittoria agli azzurri, un gol che probabilmente era da annullare (si parla di un leggero tocco col braccio). Comunque la Nazionale di Conte volta in testa al girone.

IL COMMENTO Prima vittoria del 2015 e salto in testa del girone di qualificazione agli Europei. Nel quasi deserto del Franchi, ma davanti ai primi ministri Muscat e Renzi, la Nazionale di Antonio Conte ha centrato due traguardi importanti. Lo ha fatto con un gol di Pelle’ (come a Malta), un gol (forse col braccio) molto pesante. Dopo molti tentativi a vuoto. Del resto, giocare contro un avversario come Malta, chiuso in difesa, combattivo e pronto a partire in contropiede non e’ facile e, come all’andata, gli azzurri hanno cercato di attaccare, senza trovare molti spazi. Il buon dialogo fra Pelle’ e Eder, i piu’ pericolosi fra gli azzurri, e le iniziative di Gabbiadini, non hanno avuto sbocchi felici. La squadra di Ghedin a tratti ha saputo impedire agli azzurri di ragionare e alcuni tentativi di Briffa, Failla e dell’insidioso Effiong nel primo tempo hanno fatto capire che distrarsi poteva costare caro. Si, e’ anche vero che col passar dei minuti gli azzurri si sono fatti pressanti, cercando di concludere con Bertolacci, Eder e Pelle’.

E Verratti ha operato abbastanza bene in mezzo al campo, ma i suoi tentativi di mandare in porta i compagni, non hanno avuto esiti concreti.

Insomma, nella prima parte della gara si e’ capito che per gli azzurri sarebbe stata dura, spuntarla. Non ci e’ sembrato che gli uomini di Conte abbiano sfruttato al meglio le corsie esterne. Pasqual e Darmian non hanno avuto la possibilita’ di andare al cross per la testa del prestante Pelle’ perche’ ben fronteggiati da Borg e Failla. Meglio nella ripresa con Candreva.

Gabbiadini non ha giocato male, ma ha sfruttato il suo sinistro solo nella ripresa, quando ha colpito una traversa. Nel secondo tempo gli azzurri sono apparsi piu’ determinati, hanno subito creato dei pericoli, ma la "foresta" maltese ha fronteggiato la situazione. Conte ha inserito Parolo al posto di un Bertolacci non apparso convincente. Alcuni tentativi sono sfumati di poco e Pelle’ e’ stato pericoloso. Una botta a Gabbiadini ha indotto Conte a fare entrare Candreva. Hogg ha avuto piu’ da fare, ma gli azzurri non hanno saputo farsi luce. Finche’ al 24′ su cross da destra di Candreva e intervento a vuoto di Hogg: Pelle’ col braccio ha infilato. E l’incubo del pareggio e’ svanito, anche se i maltesi hanno protestato per un mani.

Gli azzurri avrebbero potuto raddoppiare con Parolo ed Eder, ma e’ bastato un gol per saltare in vetta alla classifica del girone e per ora va bene cosi’. La prima vittoria azzurra del 2015 contro Malta ha coinciso quindi con il salto in vetta alla classifica per lo 0-0 della Croazia in Azerbaigian. Insomma, il colpo decisivo di Pelle’ che qualcuno aveva giudicato troppo grezzo, e invece ha risolto il problema del gol azzurro, ha aperto la strada verso la conquista nel primo posto nel girone di qualificazione agli Europei, alla squadra di Conte. Battere i maltesi non e’ stata un’impresa titanica, intendiamoci, ma per la nostra Nazionale c’era la paura di non vincere piu’.

Adesso occorrera’ battere la Bulgaria a Palermo per rafforzare la posizione in vetta alla classifica. Visto che anche la Croazia avra’ le proprie difficolta’ in Norvegia, si puo’ coltivare un cauto ottimismo. La squadra di Ghedin -ultima in classifica- non e’ piu’ un "materasso", come una volta, ma non e’ neppure cresciuta a dismisura, rispetto alle ultime prestazioni. La vittoria azzurra era indispensabile, e’ arrivata, ma l’Italia deve migliorare. Il problema del gol esiste. Vincere stentatamente contro Malta non e’ stato un buon segno. Ma bisogna accontentarsi, in attesa di tempi migliori.