Escort a Firenze, slitta l’udienza: ‘Renzi ha paura’ – di Barbara Laurenzi

Roma – Rinviata di nove mesi. Doveva svolgersi lunedì prossimo, il 15 giugno, l’udienza per il processo che vede Alessandro Maiorano, dipendente comunale di Palazzo Vecchio, imputato di diffamazione per aver offeso l’onore di Matteo Renzi, all’epoca dei fatti sindaco di Firenze e oggi presidente del Consiglio. Tra le dichiarazioni contestate a Maiorano, anche quelle contenute in un’intervista rilasciata a ItaliaChiamaItalia nel giugno 2013 relative a un presunto giro di escort che avrebbe in parte coinvolto proprio Palazzo Vecchio.

Secondo quanto spiega lo stesso Maiorano l’inizio del processo è stato rinviato al 21 marzo 2016, il tutto a causa di un “impegno coincidente” del giudice. “Uno slittamento di nove mesi mi sembra assurdo” spiega l’imputato che si sta facendo assistere da Carlo Taormina, il quale aveva depositato una lista di testimoni destinata a far discutere.

Molti i nomi illustri chiamati a comparire nell’aula del tribunale di Firenze, a cominciare dal ministro per le Riforme Maria Elena Boschi fino ad arrivare al fedelissimo Luca Lotti. Tra i personaggi chiamati a testimoniare spunta anche Luigi Lusi, ex tesorerie della Margherita condannato a otto anni per appropriazione indebita per la gestione allegra dei fondi del partito.

Maiorano, di che cosa l’accusa Matteo Renzi?

Renzi mi accusa di averlo diffamato e di aver offeso il suo onore e il suo prestigio. Nella denuncia ha allegato alcuni articoli che mi vedono ritratto in foto con una maglia con la scritta ‘Renzi ha dilapidato 20 milioni di euro dei cittadini’ e altri articoli nei quali parlo del giro di escort a Palazzo Vecchio, tra i quali quello apparso su ItaliaChiamaItalia.

Oltre a ItaliaChiamaItalia, quali altri giornali sono citati?

Un pezzo di Affari Italiani e un articolo del Giornale nel quale appare una mia foto con la maglietta contestata.

Quanto tempo è intercorso tra la pubblicazione degli articoli e la denuncia di Renzi?

Renzi mi ha denunciato il 30 agosto 2013 e dopo tre mesi, senza che io fossi interrogato o informato, mi è arrivato il rinvio a giudizio e, di conseguenza, la chiusura delle indagini su tutta la vicenda. Raccogliendo materiale per preparare la difesa mi sono imbattuto anche nella vicenda della casa pagata da Carrai a Renzi perché, analizzando vari documenti, mi sono accorto che il premier non aveva la residenza a Pontassieve, dove vive, ma in via Alfani 8.

Il suo difensore è l’avvocato Carlo Taormina, un nome che non passa inosservato. È stato lui a cercarla o l’iniziativa è partita da lei?

È stato reciproco. Un amico comune ha riferito al professore questa vicenda, lui si è dimostrato interessato e, così, si può dire che ci siamo cercati a vicenda.

Chi è questo amico che si è preso tanta briga? È un rappresentante politico?

È un esponente del Movimento 5 stelle.

Un esponente eletto, che quindi può avere degli interessi personali nella vicenda? O solo un sostenitore?

No, non ha alcun ruolo politico né è stato mai eletto. È solo un sostenitore.

Il suo legale ha chiamato a testimoniare diversi nomi eccellenti, puntate al polverone mediatico? Che cosa c’entrano in questa vicenda il ministro Boschi o l’ex assessore Mattei?

Ogni nome ha una sua motivazione. Oltre a Renzi per quanto riguarda la questione della casa, abbiamo chiamato due testi in relazione alla vicenda delle escort. Si tratta di Massimo Mattei e Lorenzo Rustici. Il primo è un ex assessore del comune che, per un anno, pare abbia ceduto gratis un appartamento di via Alfani 44 a una escort di nome Adriana. Mattei dice che non sapeva nulla del mestiere di questa signora ma, siccome Renzi mi ha denunciato anche per le mie dichiarazioni sulle escort, ho deciso di chiamarlo a testimoniare. Avevo delle belle sorprese pronte ma, grazie a un giudice, queste sorprese sono state rinviate.

Che tipo di “sorprese”?

Non posso anticipare nulla.

Rientra nella strategia difensiva?

Sì, non dico nulla fino al processo.

Crede che si tratti di uno slittamento voluto?

Non so se è stato voluto, certo è strano. Se il giudice in questione aveva questa necessità, mi domando per quale motivo il tribunale non lo abbia sostituito. Ci sono tanti giudici e avvocati togati, bastava sostituirlo o rimandare l’udienza di qualche giorno e non di nove mesi. Uno slittamento così esteso mi sembra un grave regalo a Renzi. Ci siamo permessi di fare il 28 aprile un’avocazione al Csm, alla procura generale di Firenze e alla Cassazione in relazione alla vicenda, chiedendo che il Csm controllasse il lavoro svolto dai magistrati fiorentini.

Non avete avuto ancora risposte?

Non ufficiali, ho avuto una risposta verbale dal Csm che ha aperto una pratica in relazione all’avvenuta ricevuta dell’avocazione l’ufficio protocollo. Questa pratica sarà poi data a chi di dovere al Csm. In più sono stato personalmente alla procura generale di Firenze e mi è stato confermato che l’avocazione è stata già inoltrata a un altro magistrato.

In realtà la magistratura italiana non si è mai dimostrata benevola nei confronti di chi governa, anzi, finora si è assistito all’esatto contrario. Per quale motivo, ora, bisognerebbe credere a un atteggiamento indulgente o addirittura favorevole nei confronti del premier?

Ho la sensazione che su Renzi si sia alzato un muro di gomma, sembra sempre che su di lui non si possa indagare. Ad esempio, ad agosto 2014, io e Taormina abbiamo presentato contro di lui una denuncia per associazione a delinquere, peculato, corruzione e riciclaggio, ma ad oggi non se ne è saputo più nulla.

Si tratta di accuse molto pesanti. Su che cosa si fondano? Di quali prove disponete per formulare simili ipotesi di reato?

Sono accuse che derivano dalla documentazione che Taormina ha trovato ed estrapolato occupandosi del mio caso. Il primo agosto 2014 io e il professore abbiamo presentato alla procura di Roma un fascicolo di cinquantadue pagine cariche di accuse e prove, la procura ha passato il fascicolo a Firenze e, a quanto mi risulta, è fermo da allora sul tavolo del procuratore capo e di un pm. Nello specifico, abbiamo presentato documentazione in relazione alla vicenda della casa in via Alfani 8 e un altro fascicolo con le accuse di corruzione e peculato. Sono entrambi iscritti con il modello 45, quello degli atti non costituenti notizia di reato, e quindi mi aspetto che passino al 21, ossia il modello delle ipotesi di reato.

Sapete se ci sono delle indagini in corso?

No, non lo sappiamo. Oltre al fascicolo con le accuse di peculato e corruzione c’è, lo ripeto, quello legato alla vicenda della casa di via Alfani 8, con gravissimi ipotesi di reato per Carrai e altri esponenti fiorentini, ma tutto è fermo.

Per quale motivo insiste così tanto su ogni aspetto legato alla vita dell’attuale premier? Sembra volersi accanire contro di lui.

Non mi accanisco affatto, mi rivolgo alla magistratura e sono un cittadino che ha voglia di dire che Renzi non è così pulito. Chiedo solamente agli organi preposti di indagare, ma mi pare che nonostante io abbia portato prove molto importanti tutto è fermo. Ecco perché il 15 giugno avrei avuto piacere che si fosse svolta l’udienza, perché avrei potuto portare una serie di prove importanti e forti. Io chiedo solo che si indaghi e che si passi all’ipotesi di reato; poi, se dovesse emergere che ho esagerato, Renzi è libero di denunciarmi. Ma se non si svolge il processo non si saprà mai la verità, io ci ho messo coraggio in questa vicenda, sono due anni e mezzo che sto combattendo. Voglio giustizia, voglio che i magistrati facciano il loro dovere. Tra l’altro, in questo processo, Renzi non si è più costituito parte civile nei miei confronti anche se aveva detto più volte che lo avrebbe fatto. E allora mi domando, per quale motivo?

Ce lo dica lei. Per quale motivo?

Perché sa che ho ragione e che, se andiamo al dibattimento, qualche piccolo scheletro potrebbe saltar fuori dall’armadio.

Quale, ad esempio?

No, non anticipo nulla. Gli argomenti sui quali dovrò difendermi sono noti e sono quelli relativi alla sua denuncia.

Per quale motivo ha citato a comparire anche i dipendenti che hanno lavorato alla Florence Multimedia, che curò la gestione dell’immagine di Renzi, e l’ex tesoriere della Margherita Luigi Lusi?

La Florence Multimedia è citata a causa delle spese della società e, per quanto riguarda Luigi Lusi, io e il mio legale siamo in possesso di matrici di assegni firmati da lui per un importo totale di 122mila euro. Vorremmo avere delle risposte da Renzi, in merito a questo.

Come è riuscito a procurarsi questi assegni?

Non lo dico, lo spiegherò al processo.

E a che cosa sarebbero serviti secondo lei questi soldi?

Sono soldi che Lusi ha dato a delle società vicine a Renzi, dove lavoravano anche dei suoi parenti, per la campagna elettorale. Voglio che il processo si svolga proprio per poter dimostrare tutto quello che dico. D’altra parte, dove si è mai visto un imputato che tenta di accorciare i tempi del processo? Io invece voglio andare a dibattimento, sto cercando di abbreviare i tempi, è Renzi che scappa e ha paura di me.