Editoria, Fieg e Fnsi: ‘sbagliato cancellare contributi’. Anso: ‘l’online tagliato fuori’

"L’editoria giornalistica non è un settore assistito: sono circa 215 le testate che ricevono una contribuzione diretta su 7 mila". Lo dichiara il direttore generale della Federazione Italiana Editori Giornali, Fabrizio Carotti, durante l’audizione in commissione Cultura della Camera sulla proposta targata M5S di abolizione dei fondi pubblici all’editoria.

"La contribuzione diretta – prosegue il direttore generale della Fieg – è riferita a un’editoria ‘di finalità’, quella che ha un ruolo della comunicazione politica, nella tutela delle minoranze linguistiche, nella promozione della cultura italiana all’estero con i giornali di lingua italiana all’estero, nell’informazione delle comunità italiana oltre confine: esistono una serie di interventi necessari che sono oggi perlopiù quelli che il fondo con la contribuzione diretta realizza. Toccare ancora questi interventi a nostro avviso è un errore grave".

"Esprimiamo parere negativo sulla vostra proposta di legge, quella dell’abolizione del finanziamento pubblico all’editoria". Lo ha detto Franco Siddi, segretario generale della Federazione nazionale della stampa in una audizione in commissione Cultura alla Camera sulla proposta di legge per l’abolizione del finanziamento pubblico all’editoria. "Questo – ha detto Siddi – capovolge ogni considerazione sull’informazione bene pubblico che deve essere assicurata al paese e che non e’ risolta da operazioni di tipo mercantile. Anzi, nel tempo che viviamo delle grandi trasformazioni e grandi difficoltà c’e’ bisogno di più Stato che agisca con indipendenza per garantire il pluralismo dell’informazione nel Paese, non di contributi a pioggia, non di mance, non di contributi per comprare giornali e giornalisti. Di iniziative di interventi pubblici di garanzia che impediscano la sottrazione di pluralismo e di informazione in molte aree del paese".

Si tratta di "una scelta politica": quella di "decidere di far vivere o morire alcuni giornali, la voce delle periferie. Bisogna andare oltre le frasi ad effetto". Lo dichiara il presidente della Federazione Italiana Settimanali Cattolici Francesco Zanotti commentando durante l’audizione in commissione Cultura della Camera sulla proposta di abolizione dei fondi pubblici all’editoria. "L’informazione non è un bene commerciale, ma un bene pubblico", ma "nell’opinione pubblica si demonizzano i contributi pubblici all’editoria".

Sara Cipriani, presidente dell’Associazione nazionale stampa online, ha ricordato che l’editoria online "non ha mai percepito contributi: siamo sul mercato da 20 anni senza contributi". "Gli 80 milioni che si pensa di recuperare dalla mancata distribuzione dei fondi, si propone di reinvestirli in innovazione, nuove tecnologie, start up: si tiene ancora fuori l’online".