Ebola, prima vittima in Germania: medico sudanese che lavorava per l’Onu in Liberia

E’ il primo decesso per Ebola in Germania. Si tratta di Mohammed A., un medico sudanese che lavorava per l’Onu in Liberia, il Paese dell’Africa Occidentale più colpito da virus. L’uomo era arrivato giovedì 9 ottobre in Germania a bordo di un aereo speciale, ed era ricoverato presso l’ospedale di Lipsia, uno sette dei centri clinici in Germania dotati di unità di isolamento per i malati affetti da malattia fortemente contagiose.

Non è il primo paziente tedesco ad aver contratto il virus: nelle scorse settimane si sono registrati un medico ugandese in cura a Francoforte e un esperto senegalese dell’Oms dimesso dall’ospedale di Amburgo dopo cinque settimane di cura. "Nonostante le cure mediche intensive e gli sforzi del personale medico il dipendente delle Nazioni Uniti non ce l’ha fatta", hanno spiegato i vertici dell’ospedale St George, in cui l’uomo era ricoverato. Secondo l’ospedale non sussistono pericoli di infezione per altri pazienti o visitatori.

In tutto il mondo sono soprattutto gli operatori sanitari che rischiano di ammalarsi. È accaduto, per esempio, a Nina Pham, l’infermiera 26enne americana rimasta contagiata dal virus dopo aver curato il paziente liberiano Eric Duncan, poi morto. Le sue condizioni gravi ma stabili, così come quelle di Teresa Romero, un’altra infermiera, stavolta ricoverata a Madrid. Si è rivelato invece un falso allarme quello che ieri ha gettato nel panico le autorità sanitarie belghe. Un uomo che aveva manifestato sintomi compatibili con quelli del virus è stato messo in quarantena all’ospedale Saint-Pierre di Bruxelles. Ma poco dopo è stato accertato che aveva solo febbre alta e mal di stomaco.

Secondo Bruce Aylward, vicedirettore generale dell’Organizzazione mondiale della sanità (Oms), il totale dei pazienti infettati dal virus è salito a 8.914 e raggiungerà i 9mila entro la settimana, forse i 10mila entro dicembre. I decessi accertati sono 4.447. Per invertire il corso dell’epidemia, l’Oms punta ad avere il 70% dei casi isolati entro dicembre.