La politica italiana è più che mai in movimento in questi giorni: mentre la Penisola è ancora sotto una coltre di nuvole e gelo, il clima politico è rovente. Non tanto, e non solo, perché il Movimento 5 Stelle sembra avere oltrepassato il limite della decenza e del rispetto istituzionale che si deve alle più alte cariche dello Stato, ma perché al centro di tutto, di ogni decisione, di ogni spostamento d’aria, c’è sempre e ancora lui, inesorabilmente: Silvio Berlusconi.
Il Cavaliere continua a tenere saldamente fra le mani i fili della politica nazionale; e il ritorno di Pierferdinando Casini nell’area del centrodestra mette fine una volta per tutte a quell’idea di centrismo né carne né pesce che tanto male ha fatto al bipolarismo e che ha impedito per anni con i suoi ricatti il percorso delle riforme. Di fronte ai problemi, ci vogliono soluzioni nette e chiare, non bizantinismi o supercazzole. E Casini deve averlo finalmente capito, almeno questo è ciò che ci auguriamo quando pensiamo a un centrodestra forte e compatto, vincente, come in passato. L’Udc ha ormai percentuali da prefisso telefonico e la nuova legge elettorale comincia a dare i suoi frutti ancor prima della sua approvazione: il rischio reale è di restare sempre in un limbo, o peggio di essere destinati all’estinzione, visto che lo schema disegnato da Renzusconi non ammette ricatti da parte di partiti allo zero virgola. Verso dove si va? Basta dare un’occhiata agli ultimi sondaggi. Si va dritti verso il bipolarismo, tanto auspicato in questi anni da alcune forze politiche, quanto bistrattato e odiato da altre.
Scelta Civica? Il movimento Per l’Italia di Mauro? Quello che punta alla nuova An? Il Sel di Vendola? Il nuovo partito targato Ncd? Sono formazioni politiche che devono trovare una collocazione in fretta e decidere da che parte stare, o di qua o di là: la frammentazione politica in Parlamento è destinata a scomparire per sempre. E’ la vittoria di Silvio, risorto come l’araba fenice a dettare le regole per un’Italia diversa. Il Cavaliere ha ritrovato l’entusiasmo dei suoi giorni migliori; presentandosi a Cagliari a sostenere la campagna del governatore uscente Cappellacci, si è mostrato sorridente e sicuro di sè; il suo abituale ottimismo si rafforza nella prospettiva che la coalizione di centrodestra superi la soglia del 37 per cento. Perchè, grazie all’apporto dei tanti rivoli che affluiranno nel suo grande bacino elettorale, Berlusconi intravede la vittoria già al primo turno.
Quello di Casini non sarà certo l’ultimo spostamento politico a cui assisteremo. Ne verranno altri. E avranno come direzione la casa dei moderati, quella Casa della Libertà che anni fa fece innamorare di sé milioni di italiani e che portò il centrodestra a vincere. Con Forza Italia, con un leader rivitalizzato, grande catalizzatore di consensi, stiamo vivendo davvero un ritorno al passato. Per vincere ancora, domani.





























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