Della Valle, ‘no ai riformatori da bar’

“La Costituzione appartiene a noi e i cittadini devono decidere come e se cambiarla, le persone da eleggere le vogliamo scegliere noi", è "una vergogna" che la Costituzione, scritta da Einaudi, venga riscritta "da qualche vecchio marpione della politica". Lo afferma il patron di Tod’s Diego Della Vale in una intervista al Fatto nella quale lancia un appello al presidente della Repubblica: "La Costituzione è stata scritta da persone come Einaudi, non la facciamo cambiare dall’ultimo arrivato che seduto in un bar con un gelato in mano decide cosa fare".

Della Valle ribadisce le sue accuse di "aria fritta" e "teatrini da vecchia politica" sullo stato attuale del dibattito politico: "Da troppi giorni sentiamo parlare di cose che non spostano di una virgola il futuro del Paese, di cose che non portano nessun beneficio sotto l’aspetto delle strategie industriali, di cose che non portano nessun occupato in più, che non danno nessuna certezza ai giovani per trovare un lavoro. Mi pare che siamo ritornati al vecchio politichese dove si discute troppo spesso nelle segrete stanze di argomenti che riguardano il paese".

E aggiunge che "bisogna rimettere la palla al centro. Questo significa occuparsi delle famiglie italiane che hanno più bisogno, significa parlare di sicurezza, di lavoro, di giovani e di cultura", "il governo c’è da qualche mese. Gli diamo il tempo che serve e a settembre ci ripresenteremo a chiedere nero su bianco quello che è stato fatto. Aprire i giornali tutti i giorni e leggere intere pagine dove anche noi, che siamo più navigati, non capiamo niente mi sembra una roba assurda".