Crisi, SOS povertà: anche le badanti tornano a casa

Piu’ utenti e piu’ gente impoverita, maggioranza di italiani tra i nuovi arrivi, depressioni e nuove dipendenze (gioco d’azzardo), badanti che non trovano lavoro e tornano a casa loro, fondo comunale sul gas gia’ esaurito. È un quadro angosciante- e confermato anche per il 2013- quello che dipinge oggi la Caritas di Forli’-Bertinoro anticipando alla stampa l’ultimo report ‘Poverta’ e risorse’, per la prima volta stilato insieme con Universita’ e Camera di commercio e pronto per essere illustrato in pubblico lunedi’ sera al centro culturale San Francesco. Nel ricco dossier 2012 spicca subito che le persone fisiche assistite tra centri di ascolto parrocchiali (4.874) e centro del buon pastore (1.787) sono state 6.661, pari a un +8,71% sull’anno precedente (1.991 i nuclei famigliari, calano dell’1,52% ma solo perche’ e’ cambiato il metodo di rilevazione di alcuni centri). Tra i nuovi arrivi ci sono 1.860 persone e 656 famiglie: rispettivamente, si tratta di italiani al 37,04 e 35,06%. Tendenza confermata anche considerando tutti gli assistiti dei centri: la presenza dei nuclei italiani crescono dal 24,25% del 2011 al 26,15% del 2012, quella dei singoli utenti dal 22,35% al 26,24%. 

Diminuiscono quindi gli stranieri ed in questo senso e’ emblematica la classifica per nazionalita’: i cali maggiori sono quelli romeno (da 914 a 551 utenti) e ucraino (da 234 a 37). "Le badanti senza lavoro non hanno nemmeno il permesso di soggiorno e quindi tornano a casa", spiega Elena Galeazzi dell’osservatorio Poverta’ e risorse. In generale, l’utenza straniera cala da 5.750 persone nel 2011 a 4.869 nell’ultimo anno.

Posto poi che dei 34.604 disoccupati al 31 dicembre 2012 in provincia di Forli’-Cesena ben l’80% ha perso il lavoro nel 2012, colpiscono i dati forniti dal tribunale: 481 sfratti a ottobre 2012 di cui 452 per morosita’, ma i casi di morosita’ incolpevole (manca il reddito) schizzano al 90% (al fondo Casa del Comune di Forli’ tra settembre 2012 e gennaio 2013 ci sono state 78 domande e 45 contributi erogati pari a 47 mila euro). Con le pesanti bollette di primavera in arrivo, il fondo del Comune forlivese per l’aiuto per le bollette del gas e’ agli sgoccioli (restano le risorse invece per i riallacci di luce e acqua) e al fondo di solidarieta’ della Caritas arriva una trentina di richieste ogni 15 giorni.

Anche il banco alimentare ha meno risorse, ma dipende dai mancati fondi europei di riferimento. Allo sportello Caritas sul lavoro si sono rivolti 605 utenti: 227 su 291 le richieste soddisfatte con un’erogazione di 97.999 euro al 50,57% agli italiani. Se il calo dei pasti forniti nel 2012 rispetto al 2011 (14.105 contro circa 15.000, ma quelli consumati a casa sono raddoppiati dai 2.080 del 2010 ai 3.903 del 2012) e’ dovuto alla minor presenza nel Forlivese d’estate di lavoratori legati all’agricoltura, il trend della nazionalita’ riguarda pure le persone ospitate d’inverno: 75 alla capanna di Betlemme e 184 al dormitorio maschile Caritas, italiani al 39%.

Uno scenario, segnalano gli operatori diocesani, che resta valido anche in questi primi mesi del 2013: anzi, stanno crescendo i casi di disagiati con migliaia di debiti per il gioco d’azzardo, di depressi i cui problemi ricadono sui figli minori, di stranieri che tornano nel Paese d’origine perche’ qui non c’e’ lavoro. Fortunatamente, crescono anche i volontari della rete Caritas e continua il sostegno degli enti locali: quattro Lions club, ad esempio, stanno finanziando la realizzazione di un nuovo magazzino in una ex falegnameria per raccogliere le eccedenze delle mense e i prodotti freschi. In attesa di fare il punto al convegno di lunedi’ sera, gli operatori anti-poverta’ fanno sempre appello agli enti locali, cui oggi chiedono fra l’altro di "vigilare sulle bollette di Hera" e sulla tassazione degli immobili.