CRISI DI GOVERNO | Mattarella non vuole le elezioni: “Esecutivo di alto profilo”. E convoca Draghi al Colle [VIDEO]

Mattarella è stato chiaro, lucido, istituzionale. Ha posto tutte le carte sul tavolo e snocciolato uno ad uno i motivi per cui tornare al voto sarebbe una pazzia, vista l’attuale situazione: tra quei motivi, la pandemia prima di tutto

“Ringrazio il presidente della Camera dei deputati per l’espletamento impegnato, serio e imparziale del mandato esplorativo che gli avevo affidato”. Lo dice il presidente della Repubblica, Sergio Mattarella, al termine del colloquio al Quirinale con il presidente della Camera, Roberto Fico, che ha concluso il suo mandato esplorativo senza successo.

“Vi sono adesso due strade tra loro alternative – ha aggiunto il capo dello Stato -: dare immediatamente tempo a un governo adeguato a fronteggiare le gravi emergenze sanitaria sociale ed economico-finanziaria. Ovvero quella di immediate elezioni anticipate. Questa seconda strada va attentamente considerata perche’ le elezioni rappresentano un esercizio di democrazia”, ma l’Italia in questo momento ha bisogno di un “governo nella pienezza delle sue funzioni” per affrontare le “gravi emergenze” che il Paese ha davanti.

Mattarella è stato chiaro, lucido, istituzionale. Ha messo tutte le carte sul tavolo e snocciolato uno ad uno i motivi per cui tornare al voto sarebbe una pazzia, vista l’attuale situazione: tra quei motivi, la pandemia prima di tutto, dunque il numero dei contagi e delle vittime del Covid ancora troppo alto.

E’ evidente: il presidente della Repubblica non vuole il voto anticipato. Ecco dunque il suo appello “a tutte le forze politiche”, affinché “conferiscano la fiducia ad un governo di alto profilo che non debba identificarsi con alcuna forma politica. Conto al più presto di conferire l’incarico per formare un governo che faccia fronte con tempestività alle emergenze non rinviabili“.

Intanto il Quirinale fa sapere che il presidente Mattarella ha convocato domani alle 12 al Quirinale Mario Draghi. Questa telenovela, cominciata con lo strappo di Matteo Renzi e dei gruppi parlamentari di Italia Viva, non è ancora finita.