CORONAVIRUS | Una ristoratrice italiana in Germania: “Qui danno soldi a fondo perduto per aiutare le imprese”

"A tutte le imprese fino a 5 lavoratori lo Stato dà 9mila euro, quelle più grandi arrivano anche a 30mila. Sono soldi a fondo perduto che non bisogna restituire. Non c'è paragone con la burocrazia italiana”

Maria Pia Gentile, titolare del ristorante italiano “Il pescatore” a Stoccarda, è intervenuta su Radio Cusano Campus. Sugli aiuti di Stato in Germania: “Sono nata in Calabria, ma già da 44 anni abitiamo a Stoccarda – ha affermato Gentile -. Due anni fa abbiamo aperto questo ristorante. Anche qui c’è il lockdown, finanziariamente lo Stato tedesco si è dato molto da fare, subito hanno abilitato i finanziamenti, in 5 giorni abbiamo ricevuto 9mila Euro”.

“A tutte le imprese fino a 5 lavoratori danno 9mila euro, tra i 5 ai 10 danno 15mila euro, quelle più grandi arrivano a 30mila. Sono soldi a fondo perduto che lo Stato non rivuole indietro. Non c’è paragone con la burocrazia italiana”.

“La sera stessa in cui è uscita la legge, mi è arrivata una mail dall’associazione per i gastronomi che mi spiegava come fare domanda. Abbiamo fatto subito la domanda online molto facilmente, ci è arrivata subito la conferma che stavano lavorando la domanda e in 6 giorni ci hanno liquidato i soldi. Questi sono soldi solo per l’attività, per le spese private ci danno un altro aiuto per darti la sicurezza di pagare l’affitto e le bollette. Lo Stato paga la disoccupazione per chi rimane a casa. Se fai il part-time, ti danno la differenza di stipendio che prendevi prima”.

“Siccome un’associazione di ristoratori si è ribellata che 9mila euro siano pochi per poi riavviare l’attività, il governo sta pensando di dare anche qualcosa in più. Inoltre, se vuoi puoi avere un prestito e pagare la prima rata dopo 1 anno a un interesse del 2%. Quello che succede in Italia non lo trovo giusto, è una vergogna dare solo 600 Euro di cassa integrazione. Mi dispiace che pur pagando le tasse gli italiani non usufruiscono dei diritti che invece noi abbiamo qui”.