CORONAVIRUS | Repubblica Dominicana: 4.335 casi, 217 morti, 312 guariti. SOS Santiago

Tra i contagiati, 776 sono isolati in ospedale e 3.030 si trovano isolati a casa propria. A Santiago, seconda capitale della RD, 23 morti dall’inizio dell’emergenza. Nel mondo sono oltre 145mila le vittime del coronavirus

Secondo i dati forniti dal ministero della Salute, sono aumentati a 4.335 i casi di contagio da coronavirus nella Repubblica Dominicana; si tratta di 209 nuovi casi rispetto a ieri.

Aumenta anche il numero dei morti, 217. Tra i contagiati, 776 sono isolati in ospedale e 3.030 si trovano isolati a casa propria. 312, ad oggi, le persone che, dopo aver lottato con il virus, sono guarite.

L’81% dei decessi è avvenuto nella provincia Duarte; 30% a Santo Domingo; 16% nel Distretto Nazionale (il cuore della capitale dominicana); 13% a Santiago, 11% a Hermanas Mirabal; 4% a Puerto Pata e 3% a San Pedro de Macorís.

Questa è la seconda volta che è stato segnalato un numero così elevato di decessi, il primo è stato domenica 12 aprile, con 38 vittime.

Delle 17 nuove morti registrate nelle ultime 24 ore nel Paese a causa del coronavirus, 7 sono avvenute a Santiago.

Dunque Santiago accumula 23 morti causate dal coronavirus finora. Inoltre, venerdì scorso 25 nuovi casi sono stati registrati positivi, aumentando il numero di casi di contagio in quella provincia a 553.

Il ministro della Salute Rafael Sánchez Cárdenas ha annunciato venerdì il lancio di un piano da attuare a Santiago, per contrastare il coronavirus.

Il ministro ha spiegato che le autorità sanitarie inizieranno un viaggio attraverso i diversi comuni di Santiago, la seconda capitale della RD, per identificare le persone che hanno o possono avere il virus. Inoltre, stanno identificando un’area di isolamento per le persone colpite dalla pandemia. Tra i possibili luoghi, ha citato il vecchio edificio Tabacalera, situato nel centro storico di Santiago, e i motel Helio, sequestrati diversi anni fa dal Ministero Pubblico.

Nel mondo sono oltre 145mila le vittime del coronavirus.