Consigli per la manutenzione degli pneumatici

Far controllare regolarmente lo stato di salute degli pneumatici è un aspetto molto importante della manutenzione dell’auto, i pneumatici usati infatti invecchiano, sia consumando il battistrada che modificando le caratteristiche della mescola della gomma, che si indurisce perdendo elasticità ed aderenza. Purtroppo, spesso lo si dimentica, come dimostrato dall’alta percentuale di vetture che circolano con gomme troppo consumate o gonfiate alla pressione sbagliata.

Mettere in atto un comportamento del genere fa aumentare molto il rischio per la propria sicurezza e per quella degli altri, eppure si tende a dimenticare che gli pneumatici sono l’unico contatto che abbiamo con l’asfalto e che da loro dipende buona parte della tenuta stradale.

Aggiungiamo anche che, oltre alla salute, può risentirne anche il portafoglio, perchè gli pneumatici non tenuti sotto controllo si usurano prima e devono essere cambiati più di frequente.

In realtà prendersi cura delle proprie gomme non comporta chissà quali impegni in termini di tempo o denaro, basta solo un po’ di impegno: infatti è un’operazione che, in parte, si può fare anche in prima persona. Vediamo di seguito quali sono le operazioni che possiamo fare concretamente.

Controllo della pressione Monitorare lo stato di usura degli pneumatici è abbastanza semplice. Prima di tutto, una buona consuetudine è il controllo mensile della pressione. Basta recarsi da un benzinaio ed utilizzare il pressometro a libera disposizione, ma attenzione: la corretta pressione non è quella indicata sulla spalla dello pneumatico bensì quella riportata sul manuale tecnico dell’automobile.

In alternativa, in caso non l’avessimo a disposizione, il valore della pressione può essere rinvenuto anche sulle etichette applicate all’interno della portiera anteriore, dal lato del conducente, oppure nel portaoggetti dal lato del passeggero.

Se lo pneumatico risulta sgonfio potrebbe avere subito una piccola foratura, in questo caso il gommista di fiducia può ripararlo in breve tempo. Un consiglio per il controllo è quello di farlo a freddo. Se ciò non fosse possibile, bisogna aggiungere 0,3 BAR alla misurazione rilevata per ottenere quella reale. Tenete comunque presente che è normale che le gomme perdano pressione, specialmente nei periodi di accentuati sbalzi termici.

Il controllo della pressione è importante perchè uno pneumatico troppo gonfio tende a consumare prima la parte centrale del battistrada. Oltre all’usura precoce, che può addirittura ridurre di 10 000 km la vita naturale della gomma, c’è il problema della compromessa maneggevolezza dell’auto e, di conseguenza, della poca sicurezza alla guida.

Allo stesso modo uno pneumatico sgonfio si usura prima, non al centro ma ai lati del battistrada. Anche in questo caso la manovrabilità viene meno e la gomma dura meno. In più aumenta la resistenza al rotolamento che incide sull’innalzamento dei consumi.

Un’altra conseguenza della pressione troppo bassa è il surriscaldamento della gomma che può provocare danni molto gravi come il distacco del battistrada e lo scoppio della spalla durante la marcia.

Controllo dell’usura É una buona idea controllare l’usura della gomma ogni volta che si misura la pressione. In particolare, se gli pneumatici mostrano segni di usura sui lati interni od esterni, può esserci un problema di allineamento di ruote ed assi. Può essere stato causato da un urto con un marciapiede od un buco, in ogni caso meglio andare il prima possibile da un gommista perchè il disallineamento compromette la tenuta di strada e riduce la durata di vita degli pneumatici.

Se invece la parte più consumata è quella centrale del battistrada, come abbiamo visto, la causa è la pressione di gonfiaggio troppo alta. Per legge l’altezza della scolpitura non deve essere inferiore ad 1,6 mm, se non si vuole incorrere in sanzioni e fermo del veicolo. Più importante ancora, un battistrada troppo basso fa aumentare molto i rischi di aquaplaning, ovvero di slittamento sul bagnato. Una scolpitura alta, infatti, permette di espellere maggior quantità d’acqua riducendo il rischio e garantendo sicurezza alla guida.

Alcune marche di pneumatici hanno introdotto degli indicatori di usura ma, in alternativa, si possono usare il calibro o, in maniera più empirica, una moneta da 2 euro: se il bordo del tassello è inferiore al bordo argentato della moneta, è indicazione che il battistrada è troppo basso e la gomma va cambiata.

Inversione degli pneumatici anteriori e posteriori A differenza di quanto comunemente si pensa, quando si cambia solo una coppia di ruote quelle nuove vanno sempre montate dietro mentre quelle posteriori devono essere spostate davanti, perchè gli pneumatici nuovi sull’asse posteriore assicurano più stabilità in situazioni di fondo stradale bagnato. Infatti, l’eccessiva differenza di altezza del battistrada, molto più alto nelle gomme posteriori, porta alla perdita di trazione, causando il fenomeno del sottosterzo in curva. In poche parole l’auto continua ad andare dritta, o quasi, sebbene l’autista abbia sterzato.

Nel caso in cui l’altezza maggiore sia davanti, si verifica il fenomeno del sovrasterzo, ben più pericoloso del precedente perchè più difficile da correggere. In questo caso perdono aderenza gli pneumatici posteriori, fino a portare ad un probabile testacoda.

L’inversione delle ruote fatta in maniera corretta, dunque, è un aspetto da non sottovalutare se non si vuole compromettere la sicurezza alla guida.

Dove tenere gli pneumatici? Un ultimo consiglio riguarda la conservazione degli pneumatici, nel caso in cui si possiedano due treni di gomme, estive ed invernali. Il luogo più indicato dove tenerli deve essere asciutto ed aerato, lontano dalla luce diretta del sole. Può sembrare banale, poi, ma è meglio non tenerli per troppo tempo impilate orizzontalmente. Se proprio non si ha altro spazio, ricordiamo almeno di invertirne l’ordine una volta al mese. Infine evitare la vicinanza con punte metalliche che li possano forare e sostanze chimiche che, cadendo sopra di loro, li possano rovinare irrimediabilmente.