Condono edilizio, ci riprovano – di Primo Mastrantoni

Il presidente della Commissione Giustizia del Senato, Francesco Nitto Palma, ha dichiarato che intende presentare una proposta di legge per il condono edilizio che, soprattutto, interessera’ le 129mila case abusive della regione Campania. Si pensi che nel quartiere di Pianura (Napoli) ci sono 70mila domande di condono a fronte di una popolazione di 58mila persone. Naturalmente, le case abusive non hanno pagato, ne’ pagheranno, l’IMU.

Che i condoni rappresentino la negazione dello Stato di diritto e’ indubbio e premiare i furbi a scapito degli onesti e’ una cosa che fa ribollire il sangue. Alcune considerazioni vanno pero’ fatte relativamente al condono edilizio. Chi e’ il titolare primo del controllo del territorio? I Comuni, cioe’ i Sindaci. Come mai costoro hanno consentito che si devastasse un’area sotto il loro controllo? Perche’ non sono intervenuti prima dello scempio? E, ora, cosa intendono fare? La palla passera’ al Parlamento, se ne vorra’ discutere.

Con il condono edilizio si pensa di chiudere un passato di illegalita’. Un colpo di spugna, insomma, per affrontare il futuro in legalita’. Gia’, l’esperienza del passato ha dimostrato il contrario: all’avviso di un provvedimento di condono si sono moltiplicati gli abusi edilizi. I Sindaci si sono dimostrati incapaci di governare il proprio territorio e, ora, si trovano stretti tra il dovere di far rispettare la legge e la "necessità" di chiudere un occhio (anche due) sulle case abusive. Difficile vedere i Sindaci alla guida di una ruspa!

Primo Mastrantoni, segretario Aduc*
*Associazione per i diritti degli utenti e consumatori