Comunali, Cicchitto: Berlusconi non basta, nel PdL ci vuole democrazia interna

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Fabrizio Cicchitto, esponente di punta del Popolo della Libertà, intervenuto a Omnibus su La7, ripropone il tema della selezione della classe dirigente, a partire dal livello locale: "I coordinatori regionali sono ancora nominati dall’alto e questo va superato, ma da un lato ci vuole un Pdl con una leadership di Berlusconi che e’ trainante, dall’altro serve la ricostruzione di un partito democratico degno di questo nome, che stabilisca e mantenga un rapporto con la gente". "Noi del Pdl abbiamo un problema grande quanto una casa e abbiamo un confronto interno: c’e’ chi sostiene che basta solo Berlusconi a risolvere tutti i problemi e c’e’ chi, invece, sostiene che il Pdl deve avere un leader ma deve anche costruire un partito con degli assetti democratici interni, a maggior ragione adesso che si va verso l’abolizione del finanziamento pubblico".

Parlando del risultato delle Comunali di Roma, “non è vero che il Pdl ha abbandonato Alemanno, quello che ha pesato per il risultato non brillante è aver gestito una città dovendosi misurare con un debito di 12 miliardi e averlo portato a 8: i cittadini non sono contenti se hai migliorato la finanza locale, tagliando e dando colpi a destra e a manca". "Non voglio sfuggire al campanello d’allarme di una disaffezione molto profonda nei confronti della politica e dei partiti, ma penso che per certi aspetti ce la siamo andati a cercare: andare a far votare la gente a tre mesi di distanza dalle politiche ha appesantito una situazione già seria", ha spiegato Cicchitto secondo cui "l’election day sarebbe stato più ragionevole". Quanto ai ballottaggi, afferma: "il ballottaggio è aperto, anche perché se vince Marino vince una posizione estrema", sostenendo che Alemanno "recupererà anche il voto moderato".

“Per cio’ che riguarda il Pdl sono assai importanti due questioni. In primo luogo e’ decisivo che il governo affronti positivamente il nodo della politica economica, con particolare riferimento all’Imu, all’Iva, alla detassazione per i nuovi assunti. E’ su questo versante che si gioca la partita decisiva. Il risultato non positivo di queste elezioni amministrative – conclude – richiede pero’ che si apra una riflessione sul Pdl come partito".

Intervistato dal quotidiano Libero, Cicchitto parla anche delle unioni fra persone dello stesso sesso: “Giusto regolare per legge le unioni fra omosessuali, ma niente matrimonio per i gay". "Io reputo che siamo arrivati al punto di maturazione in cui le unioni fra omosessuali vengano regolate per diritto in modo tale da consentire parità di trattamento per le questioni di natura economica, patrimoniale, sanitaria e di solidarietà. Questa è una via da percorrere e su questo dobbiamo procedere. Ma diverso è il matrimonio gay". "A mio avviso il matrimonio va mantenuto nella sua impostazione costituzionale, che è quella fra un uomo e una donna. Si tratta di due ipotesi diverse: la prima, la regolamentazione dei diritti civili è fattibile; sulle nozze fra gay io sono in disaccordo sul merito. E aggiungo un altro problema. Va fatto un calendario politico. Ci deve essere una cabina di regia, fra maggioranza e governo, su queste materie che sono molto delicate”.