Comites, Di Biagio (Pi): a questa farsa non ci sto, una parte della sinistra è colpevole

“Le notizie che giungono da tutto il mondo sulle elezioni dei Comites confermano quanto avevamo denunciato in tempi non sospetti. Un numero di elettori che si profila come irrisorio, liste presentate a macchia di leopardo, addirittura circoscrizioni in cui non si potranno svolgeranno le elezioni, non sono altro che la conseguenza inevitabile di una gestione fallimentare della vicenda”. Così Aldo Di Biagio, senatore di Per l’Italia, torna sul tema del rinnovo dei Comites, ribadendo come queste elezioni siano state impostate male fin dall’inizio.

L’intervento di Di Biagio, che fa seguito a quello di Micheloni (Pd), il quale ha usato più o meno gli stessi toni, è molto duro nei confronti di chi ha organizzato le elezioni dei Comites con una fretta pericolosa. “Da parte mia – sottolinea l’eletto nella ripartizione estera Europa – ho più volte espresso le criticità, chiedendo in ottica costruttiva, quantomeno un rinvio delle elezioni, ma invece di affrontare seriamente il problema nella sua complessità si è preferito lasciare spazio a manovre di basso cabotaggio, per favorire o aggiustare situazioni particolari o locali ad uso e consumo delle solite realtà organizzate”. Evidente, per chi conosce come stanno le cose, il riferimento ai patronati all’estero, nella stragrande maggioranza dei casi schierati tutti a sinistra.

“Oggi tutti gridano e si allarmano, ma al momento del dibattito alla Camera, così come alle riunioni che si sono susseguite, non ho assistito a questa levata di scudi. Anzi – prosegue il senatore – una parte del centrosinistra si è resa protagonista di questa farsa trovando una sponda in quei personaggi o esponenti di partiti politici che utilizzano il mondo dell’emigrazione a fini personali, creando una bipolarizzazione ad hoc”.

Per Di Biagio “chi si è reso strumento di una precisa volontà di svuotare di significato e delegittimare le nostre rappresentanze all’estero”, oggi deve assumersi “la responsabilità davanti a tutti di aver mortificato i nostri connazionali all’estero. Io – conclude – a questa farsa, lo ribadisco, non ci sto”.