Cicciolina è tornata a 63 anni – di Franco Esposito

Accade alle 3:03, tra la notte e l’alba, l’ora legale è entrata da poco in Italia. American show di Lunata, non lontano da Lucca. Una discoteca con qualcosa dell’antica romantica balera. Cicciolina è tornata, sputata da una nuvola di borotalco, a 63 anni.

Una pazzia, una provocazione o che cosa? Guepière e mossette, gesti allusivi, baci lanciati a profusione e qualcuno anche a sfiorare le labbra di un attempato fan, lui in rappresentanza di un centinaia di signori di una certa età, nostalgici superstiti evidentemente del tempo che fu. E di Cicciolina com’era, ai suoi dì ruggenti degli spogliarelli, del nudo totale, dei gesti d’amore simulati, del kamasutra esibito sui palchi davanti a folle consistenti di fan. E del famoso serpente Tinta, vittima di un topo, inserito per sfamarlo nel cilindro di vetro in cui viveva. Quelli erano i tempi della pornomania. E questi, cosa sono questi, i giorni del ritorno sulla scena di Elena Anna Staller, in arte Ilona, Cicciolina, tout court?

Esibisce il seno nudo, solo quello, ampiamente rifatto, all’apparenza quindi tuttora sodo, e punto. Canta canzoncine sconce in guèpiere color avorio, continua a ricevere la pensione dallo Stato. Un vitalizio di 3.000 euro per aver occupato il Parlamento della Repubblica in una sola legislatura. Una pazzia italiana all’epoca, ma noi italiani siamo fatti a modo nostro.

 Ilona Staller eletta alla Camera dei deputati nel 1987 con 20mila preferenze, Partito Radicale, in quel caso seconda solo al capolista Marco Pannella.

“Troia” le spara addosso un giovanotto dall’ultima fila di divani. E lei? “Ho già dato e tanto”. Piovono applausi e cori ritmati, da discoteca, non da stadio. “Ci-ccio-li-na, Ci-cccio-li-na”. Le voci in sintonia coprono e annullano la successiva intrusione del giovanotto. Risulta così debole, quasi impercettibile, quel “Viva la troia”.

Cicciolina, a 63 anni, si aggira con antica disinvoltura tra i divani del locale, prima tappa del ritorno e dello spettacolo itinerante “Love Tour 2014”. Fisicamente è in forma, ma le andrebbe rivolto l’invito cortese a lasciar perdere, a non insistere nel progetto di mostrarsi al pubblico di nostalgici di un passato che non torna, annullato, stravolto da altre e più pesanti, immediate forme di pornografia. I movimenti sono un po’ legnosi, come contratti viso e corpo. Il tempo è passato anche per lei, 63 anni per una donna impegnata in spettacoli hard rappresentano un tempo limite. Sono tanti, ecco.

Cicciolina a seno nudo, proprio come festeggiò l’elezione alla Camera dei deputati. Lei ungherese di Budapest, figlia di un funzionario del ministero degli esteri, Miss Ungheria emigrata in Italia, la prima pornodiva ad affermarsi. Era quello il tempo della leggendaria Moana Pozzi. Poi sono venute Eugenia Valentini, in arte Jessica Rizzo, 49 anni, titolare di un privè a Roma, che continua a fare spettacoli hard, e di Milly D’Abbraccio, pseudonimo di Emilia Cucciniello, 50 anni, oggi di professione escort, dopo aver fatto outing. Si è dichiarata omosessuale, ufficializzando la relazione con una cantante.

Sessantatre anni vissuti intensamente. Prima pornodiva e star dell’hard a ricevere una pensione governativa in virtù dei cinque anni suo mandato di parlamentare: 3.000 euro lordi al mese. Cinque anni che Cicciolina rivendica con orgoglio. Afferma di non essersi seduta in Parlamento a scaldare una sedia, ma di aver presentato proposte di legge sull’affettività dei detenuti, sull’insegnamento del sesso a scuola, sull’abrogazione delle legge Merlin, sulla tutela degli animali da pelliccia e sulla tassa ecologica per le auto. Almeno così dice lei, a lungo legata sentimentalmente al suo pigmalione e manager Riccardo Schicchi. “Con gli uomini ho sempre fatto errori. Tant’è che sono single, aspetto ancora quello giusto”, ha confidato ad Antonio Valentini del “Tirreno”. Ritentò l’elezione alla Camera dei deputati quattro anni dopo, fallendo però in pieno con il Partito dell’Amore. Per fortuna degli italiani, non sembra intenzionata a tornare in politica. “Non ne ho più voglia, c’è troppa corruzione e poca trasparenza”.

Ilona non gira più film hard dal 1994. Vent’anni sono passati e ora lei si ripropone in guèpire con una dichiarazione piena di energia, ancorchè non facile da mandare giù. “Sono una sexystar anche a 63 anni”. Ressa di curiosi intorno a lei,  inquadrata dalle fotocamere di centinaia di telefonini. Ma i fan di una certa età, nostalgici con la pretese che il tempo si bloccasse, la vogliono in versione Cicciolina old time. Pornodiva a luci rosse, sexystar. E lei li accontenta, scende dal palco, abbassa il corsetto della guèpiere, e mostra il petto ritoccato nella taglia. Consente a qualcuno di sfiorarlo, quel seno ritoccato che non sembra risentire dell’età pesante. Sfiora con le labbra uno spettatore e lo invita a salire sul palco, dove è in attesa, come da copione, una ragazza del servizio nel locale. Cicciolina canta una canzone sconcia e invita i due a provare il kamasutra. Le posizioni dell’amore. “Simulate, bravi e vestiti”.

I fan le indirizzano parole piene di ammirazione. Forse fanno parte della claque, ma chi può dirlo? “Brava, Ilona. Siamo pieni di moralisti ipocriti, tu sei andata con il tuo cervello”. Lei sempre a seno scoperto e quelli dei divani, “Olelè, olalà, faccela vedà, faccela toccà”. Ilona incurante. I più audaci le chiedono di spogliarsi, di far vedere qualcosa di più. Spiacente, miei cari cicciolini: la richiesta è irricevibile, lei non ha più l’età per certe cose, 63 anni non sono uno scherzetto. Il tempo degli spogliarelli è lontano e Ciccciolina, com’è oggi, sparisce da palco in una nuova nuvola di borotalco. Una storia d’Italia anche questa.