Champions, la Juve pareggia con il Real Madrid e vola in finale a Berlino

La Juventus pareggia in semifinale con il Real Madrid e guadagna la finale di Champions League a Berlino. 1 a 1 è finito il match, con una Juve che ha pareggiato nel secondo tempo contro gli spagnoli agguerritissimi. Per i bianconeri dunque finale di Champions dopo 12 anni. La squadra italiana più forte del campionato vola così in Germania dove affronterà il Barcellona.

Soddisfatto Massimo Allegri: "Credo che questa finale sia motivo di soddisfazione per un gruppo straordinario. E’ stata una bella partita sotto il punto di vista tecnico, nel primo tempo potevamo sfruttare meglio qualche occasione all’inizio, poi dopo aver sofferto abbiamo meritato la finale e visto che ci siamo speriamo bene…". "L’avevo detto ai ragazzi che ci voleva coraggio – spiega il tecnico bianconero -. Nel primo tempo abbiamo sofferto sulla parte destra, nella seconda parte abbiamo fatto meglio: ai ragazzi c’e’ solo da fare dei complimenti, anche per il calcio italiano e’ importante che una squadra italiana faccia una finale di Champions. Stasera bisognava giocare per forza, a livello di ritmo potevamo avere dei vantaggi noi, cosi’ e’ stato anche se loro hanno avuto delle occasioni per fare gol. Noi abbiamo avuto 2-3 occasioni limpide, anche in campo aperto, alla squadra non c’e’ niente da dire per quanto fatto stasera e tutto l’anno. Ora ci dobbiamo preparare anche per questa finale, e’ un obiettivo importante".

Parlando delle strategie a centrocampo, Allegri sottolinea che "dovevamo farli correre verso la loro porta e avremmo trovato piu’ spazi. Dovevamo fare meglio nel primo tempo, ma – continua – il Real ha giocato diversamente rispetto alla partita d’andata". E ora il Barcellona: "Che sia quasi impossibile giocarci contro mi pare chiaro, ma in una partita secca puo’ succedere di tutto – conclude Allegri -. Loro hanno giocatori davanti stratosferici, siamo consci delle nostre possibilita’ e dobbiamo andare a Berlino convinti di portare a casa questa coppa".

Gigi Buffon, dopo la partita, a caldo, a bordo campo commenta: “Di nuovo in finale a Berlino dopo il 2006? Sembrava uno scherzo del destino, invece e’ andata come auspicavamo. Non dobbiamo andare la’ a fare i turisti, dobbiamo giocare una partita che vale tantissimo per tutti noi". "Io esulto molto dentro, sono tanto orgoglioso dei miei compagni e di tutto il lavoro che abbiamo fatto, della crescita, ma le finali di Champions non si ha l’opportunita’ di giocarne tante e quindi quando ci si arriva bisogna vincere", aggiunge il portiere juventino.

Alessandro Del Piero cinguetta su Twitter: "Da Berlino alla Serie B, dalla serie B a Berlino". "Fantastici ragazzi", aggiunge l’ex bianconero ricordando la finale Mondiale, la retrocessione in serie B per Calciopoli, e la resurrezione bianconera.

IL COMMENTO La Juve va a Berlino, Ancelotti a casa. Forse ha proprio ragione Massimiliano Allegri: gli spagnoli sono piu’ ricchi, gli juventini piu’ bravi. Non e’ stata facile, ma la squadra bianconera ce l’ha fatta. Qualificazione con beffa: il gol del pareggio l’ha segnato Morata, uno della "cantera" del Real, molto fischiato quand’e’ uscito. La Juventus ha punto poco, nella prima parte della gara, il Real -con Ronaldo e Benzema- e’ parso piu’ pericoloso e Buffon ha avuto un notevole da fare. Certo, il rigore che ha portato al vantaggio dei madrileni ha fatto storcere il naso ai bianconeri, ma si poteva dare: Chiellini e’ intervenuto da dietro su Rodriguez e Ronaldo non ha fallito. Un gol che ha orientato la partita verso il passaggio del turno dei blancos che hanno fatto qualcosa in piu’. Come all’andata, e’ stato un rigore a spezzare l’equilibrio. Il Bernabeu poi e’ rimasto gelato dal pareggio di Morata, "l’ingrato" Morata che e’ passato al nemico, segnando sia a Torino che sull’antico terreno di casa. Accompagnata da undici milioni di euro, cosi’, la gloria per aver conquistato la finale di Champions ha gonfiato le casse e le speranze della Juventus. Ora, sotto con il mitico Barca di Sua Maesta’ Lionel Messi: finora i bianconeri hanno vinto ogni tappa e non e’ detto che in una partita secca, non possano arrivare al traguardo vittoriosi dopo diciannove anni d’attesa. Ma questa e’ soprattutto un’altra vittoria di Massimiliano Allegri, che e’ arrivato a prima botta, dove non sono giunti altri, compreso il suo predecessore Conte.

Una vittoria su tutta la linea che esalta anche il calcio italiano, gia’ per lo stesso fatto di essere arrivato in finale. Giocare la finale di Berlino e’ gia’ un trionfo. E il povero Carletto Ancelotti ha forse perso il posto. Allegri aveva ripresentato Pogba a centrocampo. Ancelotti aveva corretto gli errori di Torino, riportando Sergio Ramos in difesa escludendo Pepe e inserendo Benzema in attacco. L’assalto del Real, cominciato subito, era prevedibile. Ma la Juve non si e’ appiattita in difesa, anzi si e’ proposta in avanti. Certo, con Benzema pronto a sfoggiare i suoi numeri, Cristiano Ronaldo e Bale in agguato, Allegri ha cercato di tenere "alta" la propria squadra, a caccia del gol della qualificazione. Pirlo ha orchestrato la manovra dei bianconeri che hanno cercato spesso Pogba sulla sinistra. Ronaldo non e’ riuscito a impensierire Buffon con le sue punizioni; piu’ pericoloso Vidal quando ha chiamato in causa Casillas. Non si puo’ dire che la Juve se ne sia stata indietro a difendere, anche se col passare dei minuti i blancos sono apparsi piu’ pericolosi e Buffon ha dovuto deviare una cannonata di Bale. I bianconeri hanno avuto qualche problema sulla sinistra, da dove son passati Carvajal e Isco. Al 22′ Chiellini ha colpito da dietro Rodriguez in area e Eriksson ha indicato il dischetto: CR7 ha giustiziato Buffon centralmente. Col vantaggio delle "merengues", la partita e’ cambiata. La Juve si e’ buttata in avanti, concedendo il contropiede alla squadra di Ancelotti e rischiando di prendere il secondo gol dalle fiondate di Benzema e Ronaldo. La partita e’ diventata una battaglia.

I bianconeri non hanno sfruttato i calci d’angolo che hanno tirato. Buffon ha dovuto deviare un fendente basso di Benzema. Tevez e Morata nel primo tempo si son visti poco. C’e’ voluta una rasoiata di Marchisio (fuori) per ravvivare il gioco bianconero, animato anche da qualche giocata di Pogba. E il pareggio e’ arrivato su un colpo di testa del francese che ha pescato Morata (l’ex madrileno Morata…) nei pressi del dischetto, pronto a bucare centralmente Casillas. Male Sergio Ramos. Certo, non e’ mancata la reazione del Real: Bale (due volte fuori e con un colpo di testa alto), Rodriguez (fuori) E Ronaldo (alto), ci hanno provato. Ma anche la Juve si e’ spinta in avanti e Casillas ha dovuto salvare su un rasoterra di Marchisio. Ancelotti ha fatto entrare il "Chicharito" al posto di Benzema. Il Real ha reclamato per un intervento in area di Evra sul nuovo entrato. Pirlo (applaudito) ha lasciato il posto a Barzagli per la difesa della qualificazione. Il Real ci ha provato in tutti i modi, Allegri ha sostituito Morata con Llorente. Alla fine, ha avuto ragione la Juve che ha avuto sul destro la palla della vittoria, ma Casillas gliel’ha parata. Si puo’ dire che i bianconeri hanno meritato il viaggio a Berlino.