CGIE, se l’emigrazione è una questione di poltrone – di Nello Passaro

Stupisce constatare, al di là dell’importanza oggettiva della questione, la prontezza e l’immediatezza, nonchè la trasversalità, con la quale i soggetti politici presenti nel mondo dell’emigrazione e i rappresentanti degli italiani all’estero a tutti i livelli hanno reagito nel momento in cui è stato messo in discussione l’assetto riguardante la distribuzione delle poltrone all’interno del Consiglio Generale degli italiani all’estero. Come se il futuro dell’emigrazione fosse solo legato ad un fatto numerico.

Sorprende e sbalordisce infatti la reazione e la sensibilità sia di alcuni consiglieri dell’organo in questione che di altri soggetti politici che hanno già presentato al riguardo una proposta di legge. Peccato che la stessa attenzione e reazione, soprattutto da parte dei rappresentanti di quelle forze politiche appartenenti alla maggioranza di governo, non si sia riscontrata nel momento in cui sono state prese tante decisioni dolorose per l’emigrazione. Questo potrebbe significare che gli interessi dei nostri rappresentanti sono più vitali rispetto a quelli per i quali essi dovrebbero esercitare le loro funzioni. O no?