Castelli (M5S): “Boschi? E’ una barzelletta, un corpo estraneo”

“Vuole rimuovere Visco perché ha paura che sotto le sue mani possano passare carte che riguardino lei e i sodali di Renzi”

Laura Castelli, deputata del M5S, sulla legge elettorale: “Non sanno più come spiegare di aver fatto una legge elettorale che non ha senso -ha affermato Castelli-. E’ una legge che non piace a molti senatori dei partiti che la voteranno. Purtroppo il ricatto della ricandidatura pende sulle teste dei parlamentari, soprattutto quelli della maggioranza. Sono le dinamiche della vecchia politica. Il partito che ha promosso questa legge sa che non c’è governabilità se non con la grande ammucchiata. E’ un gioco già fatto a tavolino, lontano anni luce dalla volontà popolare. Ogni volta che la vecchia politica ha fatto provvedimenti contro il M5S non ne ha mai tratto vantaggio, ha sempre ottenuto l’effetto contrario. Chi dice che noi non vogliamo governare e stare all’opposizione mi fa molto arrabbiare, non è assolutamente vero. Il M5S ha degli obiettivi molto pragmatici e a lungo termine, ma di certo non stiamo lavorando al nostro programma pensando che rimarrà carta e basta”.

Sul caso Bankitalia-Boschi. “Questa – ha detto parlando a Radio Cusano Campus – è una delle ultime barzellette di questo governo -ha affermato Castelli. La Boschi è un corpo estraneo di un governo ormai rimosso che, assieme agli altri solidali di Renzi , vuole rimuovere Visco a tutti i costi per paura che sotto le sue mani possano passare carte che li riguardino. Non ci credo che Renzi e i suoi sodali vogliano sostituire Visco perchè non lo ritengono competente, stanno facendo questo solo per interessi personali. Quando la Boschi dichiara che non è vero che ha favorito i suoi familiari, vorrei ricordare che ci sono intercettazioni che dimostrano il contrario. Noi ovviamente siamo dalla parte dei risparmiatori”.

Sul referendum per l’autonomia di Veneto e Lombardia. “Lo strumento referendario è uno strumento di democrazia -ha dichiarato Castelli-. E’ evidente che c’è una parte d’Italia che non si sente più rappresentata da questa struttura democratica dello Stato, ma non c’è una classe politica credibile in grado di ridisegnarla”.