Caro Renzi, sulle pensioni decidi o fatti da parte – di Leonardo Cecca

Recentemente Renzi, parlando delle intenzioni del Governo di far fronte agli impegni dello stato derivanti dalla  sentenza della Consulta, che ha bocciato il blocco dell’adeguamento degli assegni previdenziali disposto dal governo Monti, ha sostenuto che la "vera preoccupazione è per quelli che prendono poco, poco, poco in quanto attenersi a quanto stabilito dalla Consulta aprirebbe una voragine ingestibile nei conti pubblici".

C’è da chiedersi come si fa a non condividere le preoccupazioni del premier che tanto tiene alla contabilità dello stato ed alla ripartenza dell’economia e, pertanto, viene dal cuore dirgli bravo. A pensarci bene, però, approvare le sue parole sarebbe da veri boccaloni, da sprovveduti che si lasciano incantare dal primo imbonitore, chiacchierone che approfitta di ogni occasione per parlare: ultimamente si è messo addirittura alla lavagna in maniche di camicia per spiegare i suoi teoremi.

A questo punto viene proprio voglia di chiedere a lui, a tutto il governo, compresi i governi che lo hanno preceduto, in particolare all’ammucchiata di Monti ed a chi ha controfirmato quell’insensata, anticostituzionale e truffaldina  abolizione dell’adeguamento delle pensioni, se abbiano un minimo di rispetto per gli elettori. Costoro e chi li ha preceduti hanno ridotto lo stato prima in un ladro, perchè ruba a chi ha dei diritti, e, poi, in un truffatore perchè elargisce vitalizi e privilegi in modo indegno. Perchè fare la "cresta" sulle pensioni per le quali un lavoratore ha PAGATO tanto di contributi e, pertanto, maturato dei sacrosanti DIRITTI e poi concedere vitalizi che soltanto enumerarli viene il mal di stomaco, come quelli che, per aver assunto per poco tempo incarichi ben remunerati, si ritrovano ad insaccocciare una montagna di denaro.

Per carità cristiana, non parliamo poi della legge Mosca, vera truffa ed degli emolumenti elargiti ai senatori a vita la maggior parte dei quali non sa nemmeno dove sia il Senato. Orbene, tornando al varo delle norme ora dichiarate anticostituzionali, Monti e Napolitano non sapevano di tanti indecorosi privilegi? Perchè hanno preferito tenere ferme le pensioni, alcune delle quali da fame, e mantenere inalterato lo schifo dei vitalizi? Il baldanzoso giovane fiorentino, che una ne fa e cento ne pensa, ma che alla fin fine è sempre allo stesso punto, non crede che sia doveroso, onesto e morale tagliare certi vitalizi? La Consulta forse dirà che sono diritti acquisti, ed allora se ne strafreghi, come sembra che stia facendo per l’adeguamento delle pensioni. Ebbene, esimio premier, se hai stoffa dimostralo e rimani al timone del governo altrimenti fatti da parte.