Caro presidente Napolitano, provo vergogna ad essere italiano – di Leonardo Cecca

Signor Presidente della Repubblica,

             lungi da me l’idea di sembrare scortese ed avere "quell’intonazione polemica piuttosto preconcetta" che mi attribuì nella Sua lettera del 31/12/2012. Le scrivo in quanto da contribuente ho il diritto di manifestare le mie lagnanze e, da ufficiale in pensione, di ribellarmi a questo andazzo per nulla edificante che c’è nella mia amata PATRIA e non paese come ora si suol chiamare.

Come Lei saprà c’è in Italia gente non sull’orlo della povertà, ma nella povertà più nera e dall’altra parte abbiamo un susseguirsi di Governi che hanno solo aumentato le tasse senza diminuire la spesa pubblica. L’esecutivo attuale oltre ad aumentare le tasse non dà affatto segnali di efficienza, di saggezza e di solidità: ogni due giorni si inventa sigle nuove e ne annulla altre e questo non fa altro che aumentare dissaffezione ed ilarità nei confronti di chi ci dovrebbe governare con saggezza.

Tutto sembra improntato secondo la massima del tirare avanti per salvare le poltrone, costi quel che costi, senza pensare a chi è in difficoltà. Siamo il paese ove valgono i diritti acquisiti di taluni, mentre gli altri possono aspettare come se chi ha pensioni da fame non avesse il diritto di campare. Durante l’anno la Consulta ha sbloccato l’aumento del 5% dello stipendio per i magistrati deciso da Berlusconi nel 2010, tutti gli altri a bocca asciutta.

Lei dal 1 gennaio u.s. ha percepito un aumento annuo di circa 8850€  (più dell’ammontare annuo di una pensione minima), inoltre, sempre rispettando la Costituzione, ha nominato ben 4 senatori a vita come se ciò comportasse, oltre al notevole aggravio di spese, qualche utilità al Parlamento.

Recentemente la Consulta ha dichiarato l’incostituzionalità della legge elettorale in vigore e Lei il giorno seguente si è affrettato a dichiarare che il Parlamento è legittimo, pertanto se ne deduce che la sentenza della Consulta non ha effetti retroattivi; ai profani come il sottoscritto viene da pensare che non solo sia illegittimo il parlamento ma anche tutti gli atti da esso prodotti.

A questo punto, però, mi sorge una domanda : "perchè la legge Severino applicata nei confronti di Berlusconi ha effetti retroattivi e nessuno si è pronunciato diversamente? Qualcuno potrebbe parlare di doppiopesismo ma io, più terra terra, mi permetto di parlare di interessi spiccioli e, forse, poco congrui in un paese democratico.

Una nota dolente e poco edificante è la vicenda dei due Marò; si ha la sensazione che questi due SOLDATI rappresentino un inutile fardello; gli americani, che in fatto di difesa dei propri cittadini sono soltanto da ammirare, avrebbero agito ben diversamente. Ci sarebbero tante altre cose, ma continuare sarebbe solo inutile.

Nell’augurarLe un Buon Natale Le chiedo se qualche Suo collaboratore può fornirmi notizie circa la posssibilità di ottenere lo status di apolide poichè, pur amando profondamente la mia PATRIA, provo vergogna ad appartenere a questo paese.

Cordialmente,

Leonardo Cecca