Caro Matteo Renzi, tra il dire e il fare… – di Marco Zacchera

Il sindaco di Firenze, Matteo Renzi, ospite della trasmissione di La7 "Bersaglio mobile", Roma, 18 luglio 2013. ANSA/GIUSEPPE LAMI

Come sta concretamente operando Matteo Renzi oltre che a giustamente invocare ogni giorno lo “spirito di squadra”? La sua gestione si sta purtroppo dimostrando nei fatti un disastro: il PIL doveva crescere e invece scende, la ripresa non c’è, la disoccupazione giovanile è il doppio rispetto a tre anni fa (allora c’era il vituperato centrodestra), il debito pubblico cresce al ritmo di 100 miliardi a semestre (ovvero il peso di 3 manovre finanziarie!), i decantati pagamenti della pubblica amministrazione alle imprese non sono arrivati, i richiami dell’UE sono ridicolizzati, al commissario Cottarelli che propone misure per risparmiare sulla spesa pubblica non si vuole dare ascolto.

Tutti esempi di inequivocabile fallimento, eppure si dice che “l’Italia Cambia”… Vero, perché con il nuovo testo costituzionale – essendo stata questa per Renzi la priorità delle priorità anziché pensare all’economia – il Presidente della Repubblica non sarà eletto direttamente dai cittadini (come auspicato da referendum e opinione pubblica), ma di fatto sarà nominato dalla sola Camera dei Deputati, così come tutti gli altri vertici dello stato.

Una Camera, però, dove i deputati non sono né saranno più eletti dai cittadini, ma “nominati” dai leader di partito tramite listini bloccati e dove basterà un voto in più – anche senza maggioranza – per avere comunque il 55% dei seggi.

Il Senato sarà in futuro composto da consiglieri regionali che a loro volta vengono già eletti in buona parte con listini e liste bloccate e quindi pure loro sono e saranno persone “nominate”. Le province non ci saranno più (anche se nessuno ci spiega a chi andranno le loro competenze) e presidenti, assessori, consiglieri della nuova “area vasta” non saranno neppure loro eletti, ma scelti tra i sindaci del territorio.

Ci rendiamo conto di cosa sta succedendo? La chiamavano “democrazia”, ma siamo all’esproprio del potere di scelta dei cittadini. Ora mi chiedo: come può un centrodestra liberale appoggiare schifezze di questo tipo? Come potrà mai proporsi come alternativa se l’asse Berlusconi-Alfano-Renzi benedice riforme come queste?