Calenda contro Azzolina: “Quando parla non si capisce cosa dice, ogni sua dichiarazione è infarcita di retorica”

“Di Maio? Non è normale che un grande Paese come l'Italia che vive di export abbia un ministro che non ha esperienza, che non parla una parola di inglese e va in giro a dire scempiaggini”

Carlo Calenda, Pd

Carlo Calenda, leader di Azione, è stato ospite del programma “L’imprenditore e gli altri” condotto da Stefano Bandecchi, fondatore dell’Università Niccolò Cusano e Presidente della società delle scienze umane, su Radio Cusano Tv Italia (canale 264 dtt).

Sul decreto aprile. “Il decreto non c’è, questa è un’altra delle cose poco serie, nel senso che si presenta un decreto quando lo si ha, non prima -ha affermato Calenda-. Il Cura Italia era sbagliato perchè era troppo piccolo e perchè c’erano delle cose che non avrebbero funzionato praticamente, penso alla cassa integrazione. Quel tipo di cassa integrazione è molto complicato da erogare. Poi le partite iva venivano trattate in maniera diversa dai lavoratori dipendenti. Quello che ha presentato ieri Conte è un passo in avanti importante perchè sono garanzie più potenti. Quello che sarà importante sarà vedere come i provvedimenti atterrano nella vita della gente, come saranno implementati, come funzioneranno nel concreto”.

Sulle garanzie alle imprese. “L’operatività assicurata attraverso il fondo centrale di garanzia sarà molto lenta perchè il fondo non è abituato a gestire questo numero di pratiche. Nel caso della garanzia al 100% non c’è un rischio per le banche, però mi risulta che anche per quella garanzia semplificata ci sono 250mila paletti su come le aziende possono chiedere quel denaro. Per questo dico che il diavolo è sempre nei dettagli.

Nessuno degli attuali politici ha mai gestito nemmeno un bar, non sanno cosa sia la gestione. Non l’ha gestito Salvini, nè la Meloni, nè Di Maio, nè Crimi. Non l’hanno mai fatto nella vita reale, perchè dovrebbero saper gestire un Paese? Dobbiamo anche essere consapevoli come cittadini italiani che questi politici li abbiamo scelti noi. Dovremmo cominciare ad applicare alla politica le stesse valutazioni che applichiamo nella vita reale, non se chiacchierano bene ma come lavorano. Le persone che militano in Azione hanno tutte avuto un’esperienza pratica. Molte danno una mano ad Azione, ma non si vogliono candidare, la politica purtroppo ormai è considerata un ambientaccio dalle persone che lavorano con successo, che hanno esperienza. Ma se facciamo questo ragionamento, nella politica resteranno solo i peggiori”.

Sulla ministra Azzolina e sul ministro Di Maio. “La ministra Azzolina mi sembra una persona che quando parla non si capisce cosa dice, è infarcita di retorica in ogni sua dichiarazione, sulla scuola non sto vedendo niente di operativo in quello che sto vedendo, sento solo chiacchiere. Ieri ho sentito in conferenza stampa una serie di scuse per non fare delle cose, di cui non si capiva assolutamente nulla. Dire oggi alle famiglie che forse a settembre non si tornerà a scuola è una leggerezza assurda. Per quanto riguarda Di Maio, non ce l’ho con lui, ma vi sembra normale che un grande Paese come l’Italia che vive di export abbia un ministro che non ha esperienza, che non parla una parola di inglese e va in giro a dire scempiaggini? Ma mi chiedo, non si può trovare qualcosa di meglio?”.

Sulla fase due. “Il governo deve parlare in modo univoco, non è possibile che ogni giorno ci sia una dichiarazione diversa. Non si capisce niente: le mascherine, le analisi sierologiche, i tamponi, il vaccino. Sileri ha detto che dovremo aspettare il vaccino per risolvere il problema e ci vorranno due anni, ma lo dici così? Il problema è che nessuno sta studiando il problema di come riaprire. Finchè il governo deve dire di stare a casa sono capaci tutti. Quando tu devi riaprire allora si pone la questione della capacità di fare e su questo piano qui non sta succedendo assolutamente nulla. Questo mi terrorizza. Su questa cosa ci giochiamo i prossimi 5 anni del Paese, su come riapriamo, su come gestiamo la riapertura, su come gestiamo l’aumento del debito che sarà imponente”.