Calcio, Juventus: il grande Allegri questa volta mi ha deluso

Perché una grande squadra, qual è la Juve, in vantaggio 2-0 dopo nove minuti, non è riuscita a difendere il vantaggio? Perché, da un certo punto in poi, ha giocato in modo tanto guardingo?

“Oh, amico, non calarti il cappello sulla fronte! Sfoga con parole il tuo dolore: un dolore che non parla si rivolge contro il cuore troppo oppresso e lo spezza”. (William Shakespeare)

“Gli uomini, generalmente parlando, quando l’indignazione non si possa sfogare senza grave pericolo, non solo dimostrano meno, o tengono affatto in sé quello che sentono, ma ne sentono meno in effetti”. (Alessandro Manzoni)

“Bisogna sempre studiare la natura degli altri prima di dare libero sfogo alla propria”. (August Strindberg, scrittore e poeta svedese)

“La rabbia è non solo inevitabile, è necessaria. La sua assenza indica indifferenza, la più disastrosa delle mancanze umane”. (Arthur Ponsoby, politico e scrittore britannico)

IL GRANDE ALLEGRI QUESTA VOLTA MI HA DELUSO

Massimiliano Allegri si pentirà delle impulsive dichiarazioni dopo la deludente partita con il Tottenham, in Champions League. Ho stima immensa per Allegri: per me, insieme con Carlo Ancelotti, Fabio Capello e Antonio Conte è tra i migliori allenatori italiani, nel mondo. Ma questa volta mi ha deluso.

MAX ORGOGLIOSO, MA DI SOLITO LUCIDO

Forse, orgoglioso com’è, Max non lo ammetterà mai pubblicamente. Ma, in cuor suo, penso che si sarà già pentito, per l’evidente errore. Aspettavamo, come fa abitualmente, con chiarezza e lucidità, che spiegasse la (brutta) partita.

QUALCHE DOMANDA INDISPENSABILE

Perché una grande squadra, qual è la Juve, in vantaggio 2-0 dopo nove minuti, non è riuscita a difendere il vantaggio? Perché, da un certo punto in poi, ha giocato in modo tanto guardingo? Per timore degli avversari? Invece di queste indispensabili spiegazioni, Allegri ci ha propinato uno sfogo immotivato…

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UNO SFOGO IMMOTIVATO

“Mi sono rotto le scatole perché l’ambiente si era depresso: come se avessimo perso 8-0 e non pareggiato 2-2!”. Questo, in sintesi, il commento di Allegri. Ma non c’era stato neanche il tempo per un confronto con il cosiddetto “ambiente”! Con chi ce l’aveva, dunque? Con il pubblico, che aveva fischiato? O con i giornalisti, che prevedeva critici e presumibilmente in agguato? O con alcuni giocatori? O era un messaggio per i dirigenti?

UN SEGNALE DI NERVOSISMO

In conclusione, un allarmante segnale di nervosismo: sabato c’è il derby col Toro, di recente sempre vinto dalla Juve, ma comunque un incontro insidioso. Un giornalista che lo conosce bene, Paolo Condò, ipotizza che Allegri sia nervoso per l’inaspettato braccio di ferro col Napoli e perché il Napoli è considerato più brillante della Juve. Vero, verosimile? Vedremo.