Sarà il suo amore per i colori nerazzurri o semplicemente le sue capacità di marketing da grande imprenditore quale è, ma non vi è dubbio che Thohir, neo patron dell’Inter, abbia saputo sin da subito farsi amare dai tifosi. E’ bastata la prima frase in italiano, "chi non salta rossonero è", per essere apprezzato dai tifosi. Le tante altre qualità da investitore hanno invece convinto Massimo Moratti a cedere la maggioranza della società, proprio quando la sua creatura Inter era ormai maggiorenne, dopo ben 18 anni di guida tra alti, bassi e tanti trofei. Saggiamente, l’ex presidente, da oggi presidente onorario, proprio come si fa con un figlio ormai grande, ha lasciato le redini perché l’Inter possa trarre vantaggio da nuove esperienze. "È un po’ di tempo che ormai sto facendo questo passo e non posso negare che l’abitudine, il vecchio affetto verso la squadra, verso la società, verso i tifosi, hanno reso meno facile un’operazione di questo genere. Ma ha vinto il pragmatismo. In prospettiva futura, perché la società continuasse ad avere questo livello di ambizione": si congeda con queste parole colui che ha guidato i nerazzurri per così tanti anni.
Il passaggio di consegne è quasi indolore però poiché l’indonesiano Erick Thohir ha promesso una continuità con il lavoro svolto precedentemente e ha ottimi propositi per il club e non solo : "La gente deve essere coinvolta perché la Serie A torni ad essere seguita in Asia come negli anni ’80" ha sottolineato, dimostrando così uno sguardo molto ampio sull’intera situazione. In effetti tutto il sistema non può che beneficiare dell’arrivo di un presidente che voglia allargare la platea degli spettatori offrendo un ottimo spettacolo. Il modello che tanto ha funzionato in Inghilterra sta lentamente facendo breccia anche sulle coste del mediterraneo: più uscite, più spettacolo, maggiori spettatori in tutto il mondo, maggiori entrate pubblicitarie e tanto merchandising. Il magnate infine ringrazia tutti coloro che hanno permesso questa operazione con un particolare ringraziamento "a Dio, perché questo per me è un sogno".































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