In questi giorni, la Sen. Francesca La Marca, Pd, ha presentato una mozione per chiedere al Governo di ampliare i criteri di trasmissione della cittadinanza per discendenza introdotti dalla riforma alla legge approvata un anno fa e consentire a tutti coloro che sono cittadini italiani o che riacquistano la cittadinanza nella finestra prevista dalla normativa, di trasmettere la cittadinanza iure sanguinis fino a due generazioni.
La proposta, che nasce dalle numerose segnalazioni raccolte dalla Senatrice tra le diverse comunità italiane della sua ripartizione, ha l’obiettivo di mitigare gli effetti penalizzanti introdotti dalla riforma.
Si ricorda infatti che la riforma voluta dall’attuale Governo ha modificato in modo significativo la normativa precedente, restringendo nella maggior parte dei casi la possibilità di ottenere il riconoscimento della cittadinanza italiana per discendenza ai soli soggetti che abbiano un genitore o un nonno nato in Italia, che sia o sia stato al momento della morte in possesso della sola cittadinanza italiana.
Tale misura ha segnato una grave frattura rispetto al principio storico dello ius sanguinis, da sempre alla base del legame giuridico, identitario e culturale che unisce milioni di italiani nel mondo al proprio Paese d’origine.
«La cittadinanza italiana è il riconoscimento di una continuità familiare e culturale che attraversa generazioni e continenti e che non può essere legata al solo fatto di essere nati in Italia e di possedere esclusivamente la cittadinanza italiana. Vincolare l’acquisizione della cittadinanza a tali criteri significa non riconoscere pienamente il valore del profondo legame identitario che migliaia di discendenti italiani mantengono con l’Italia, la sua cultura e la sua storia», aggiunge la Senatrice.
In un quadro applicativo tuttora caratterizzato da forte incertezza interpretativa e operativa, la riforma ha imposto ai richiedenti, in tempi molto stretti, di confrontarsi con una normativa completamente diversa rispetto a quella precedente, mettendo in difficoltà migliaia di soggetti che avevano fatto affidamento sulle regole precedentemente vigenti.
«Il punto non è solo la modifica delle regole, ma il modo in cui queste incidono su situazioni familiari e giuridiche consolidate. Questo cambiamento ha prodotto un forte impatto su migliaia di famiglie italiane all’estero che si sono trovate improvvisamente private del diritto di trasmettere la cittadinanza italiana ai propri discendenti», sottolinea La Marca.
Al fine di sanare queste criticità, l’eventuale approvazione di questa mozione permetterebbe ai discendenti di prima e seconda generazione di chi è attualmente cittadino italiano o di chi riacquista la cittadinanza italiana entro la finestra prevista dalla legge, di poter acquisire la cittadinanza italiana per discendenza.
«Un’iniziativa di questo tipo, che ricomprenda anche coloro che potranno riacquisire la cittadinanza entro la finestra normativa introdotta nella nuova legge, misura introdotta anche grazie al mio impegno sul tema, rappresenta un primo importante passo per restituire ai discendenti italiani parte dei diritti negati loro da questa riforma», ha aggiunto la Senatrice.
«Il nostro Paese ha costruito una parte fondamentale della propria identità attraverso l’emigrazione ed è inaccettabile che la normativa attualmente in vigore comprometta la possibilità di mantenere questo legame storico e culturale. Mi auguro che, attraverso questa mozione, la maggioranza possa cogliere l’opportunità di ricucire lo strappo che tale riforma ha creato con le comunità italiane nel mondo e di ristabilire il diritto di tutti i cittadini italiani di trasmettere la cittadinanza ai propri figli e nipoti», ha concluso la Senatrice.




























