Brunello Cucinelli, il re del cachemire – di Franco Esposito

Re del cachemire d’Italia e nel mondo, acquista anche la storia. Brunello Cucinelli, umbro, 60 anni, leader del cachemire e del pret-a-porter extra lusso, effettua una incursione definitiva nel campo della produzione di abiti maschili. Finora si era dedicato alla maglieria da uomo e da donna, rigorosamente in cachemire, ai vestiti da donna e ai pantaloni da uomo. Acquistata la storica azienda carrarese D’Avenza, si appresta a scrivere un capitolo nuovo della sua prestigiosa maison, la spa titolare secondo Bloomberg di uno status miliardario, 947 milioni per il il 63% del pacchetto azionario.

La sartoria D’Avenza ha prodotto capi storici. Il cappotto indossato da Sir Winston Churchill, lo statista più amato e apprezzato nella storia del Regno Unito. La stola in leggerissimo cachemire color panna incastonata di cristalli di rocca, che si è posata sulle nobili spalle di Tatiana Santo Domingo, sposa del principe Andrea Casiraghi. E il cappotto in puro cammello color biscotto, considerato uno dei cappotti che hanno scritto la storia del cinema. L’ha indossato Marlon Brando in “Ultimo tango a Parigi”.

Ingegnere mancato per libera scelta, Brunello Cucinelli fonde così due aziende produttrici di capi simbolo della moda. Il percorso comune è già cominciato. L’acquisizione della D’Avenza garantisce intanto il futuro a cinquantasei dipendenti e la presenza di un marchio prestigioso nel mondo: D’Avenza ha 50 anni di storia alle spalle. Tutto quanto nel nome dell’alta qualità e del made in Italy.

Brunello Cucinelli esporta in 59 Paesi. L’investimento è di tre milioni e mezzo di euro sul “tailored”, il fatto a mano. Una prerogativa dell’azienda Brunello Cucinelli spa, che valorizza il “fatto a mano” con corsi di alta specializzazione che si tengono nella casa-laboratorio in un’ala del trecentesco Castello di Solomeo, il borgo presso Perugia. A Castel Rigione, 406 abitanti, gli uffici, la fabbrica e la scuola della Brunello Cucinelli spa. La casa del cachemire presente in tre quarti del mondo. Dove si produce, ma si insegnano anche l’inglese e la filosofia. E, a volerla dire tutta, si gioca anche a pallone.

Cavaliere della Repubblica Italiana come da riconoscimento del presidente Giorgio Napolitano, Brunello Cucinelli presidente anche della squadra locale di calcio. Un miracolo sportivo, non una cosa di poco conto. Reduce da un campionato strepitoso, il Castel Rigione è fresco di promozione in Lega Pro seconda divisione. Il più piccolo borgo d’Italia presente nel calcio professionistico. Quattrocentosei abitanti e uno stadio da 500 posti a sedere, un orgoglio di squadra e un amore infinito per il presidente Cucinelli. Una favola sportiva: se ne è occupata anche Rai2, quattro minuti nella trasmissione “Dribbling”.

Protagonista in Italia e nel mondo, Cucinelli ha rilevato il ramo d’azienda della sartoria D’Avenza. Quella della produzione di abiti maschili. Ma il progetto del re del cachemire prevede l’acquisizione anche del complesso immobiliare della fabbrica di Nazzano, alla periferia di Carrara. Dove continuerà l’attività del ramo d’azienda. E lì sarà concentrato il “fatto a mano”, novità assoluta per Cucinelli. E dove nascerà il nuovo polo dei capi a spalla. Uguale e preciso al polo della maglieria, nato, cresciuto e diventato grande nella sede centrale. L’operazione non prevede l’acquisizione del marchio D’Avenza, non inglobato dalla Cucinelli spa. L’azienda dell’imprenditore pratese Renato Cecchi, 81 anni, potrà contare comunque su un appoggio in più. Quello di Cucinelli, appunto.

La storia di D’Avenza parte da lontanissimo. Dal 1896, quando la Simon Ackermann Fashion fondò l’azienda che fondeva l’alta qualità sartoriale al processo seriale. Datata 1957, l’acquisizione fu poi qualcosa di incredibile. Venne rilevata dai fratelli Ackermann al costo di un dollaro. A patto che s’impegnasse a dare lavoro a più di 500 operai della zona. A Carrara e dintorni sono cresciute intere generazioni di sartine. L’operazione semina allegria e ottimismo all’interno della famosa sartoria D’Avenza. Bernardo Cucinelli è visto come una sorta di salvatore. “Il re del cachemire ha sposato pienamente la filosofia dell’azienda D’Avenza. Siamo contenti del fatto che Cucinelli abbia espresso l’onore di collaborare con Renato Cecchi. I suoi numeri parlano chiaro”. Eccoli, i numeri della Brunello Cucinelli spa. Azienda quotata in borsa con ricavi netti per il 2012, anno orribile dell’economia nel mondo, pari a 279,3 milioni di euro. Il 15,1% in più rispetto al 2011. Idee, mezzi, soldi, modernità, l’occhio al progresso, solidità: la Cucinelli è una delle aziende più floride d’Italia. Una maison di serie A, dove vuole arrivare anche con la squadra di calcio di Castel Rigione.