Bersani e le sparate su Mediaset – di Leonardo Cecca

Il disgustoso marasma della nostra politica, nel quale da destra a sinistra è tutto un susseguirsi di proposte e controproposte, intese non a risolvere gli urgenti problemi del Paese, bensì a conservare o ad occupare le poltrone, ha come unica conseguenza quella di lasciare l’Italia in balia degli immigrati, le periferie delle città come terra di conquista dei balordi e dei mascalzoni liberi di rapinare e compiere atti criminosi.

Ebbene, anche in questo torbido guazzabuglio c’è una nota che di tanto in tanto ci rallegra: le sparate dell’illustre uomo di Bettola, cioè Pier Luigi Bersani, colui che all’indomani delle elezioni del 2013 che videro vincitore il Pd coniò la celebre frase "Siamo arrivati primi ma non abbiamo vinto", pensiero talmente profondo che i partiti sconfitti si affrettarono a fare un’interrogazione parlamentare per sapere se magari avesse vinto uno di loro.

Che dire delle innumerevoli metafore che il grande Pier Luigi ci ha snocciolato ogni tre per due, come "Oh ragassi….Siam mica qui a tenere il piede in due scarpe!.. non siamo mica qui ad asciugare gli scogli…!.siam mica qui a smacchiare i leopardi!.. siam mica qui a spalmarci la brillantina sui peli del petto!.. ma porco boia ragassi ..siam mica qui a mettere i pannelli fotovoltaici alle lucciole”… tutta roba nella quale mette in evidenza tutta la sua saggezza agreste ma che, purtroppo, è rimasta sempre a livello di metafora e mai messa in pratica.

Orbene, messa da parte la saggezza agreste, l’ex segretario del Pd ora sembra che si sia dato all’alta finanza. Infatti il 15 novembre scorso dal palco del meeting riformista a Milano così ha tuonato: "Nessuno ha notato che tre giorni fa, quando si è rinnovato il patto del Nazareno, la Borsa ha segnato il meno 2,9%, mentre Mediaset ha guadagnato il 6%. Se funziona così allora io propongo di allargare il patto a tutte le imprese". Il novello e ruspante finanziere, non si è accorto che il titolo Mediaset durante quest’anno ha subito notevoli oscillazioni, ora ha praticamente lo stesso valore che aveva alla fine del 2013 che corrisponde al 50% del valore che aveva raggiunto nell’aprile scorso; ma sono cose che capitano a chi si improvvisa a furbo “le so tutte”. Dopo questa rivelazione corre la voce che Standard&Poors abbia intenzione di offrirgli la poltrona da presidente.