Berlusconi pensa a rilanciare il partito, non moriremo leghisti – di Laura Neri

Silvio Berlusconi è alle prese, fin da ora, con le elezioni comunali del 2016. Il leader di Forza Italia vuole nomi forti, che possano convincere a tornare a votare anche quegli italiani stanchi e delusi dalla politica delle chiacchiere. Ma il Cavaliere, ritornato ad Arcore dopo una vacanza trascorsa nella sua villa in Sardegna, sul proprio tavolo di lavoro ha anche la ricostruzione del centrodestra. Silvio non abbandona l’idea dell’Altra Italia, di una formazione politica nuova capace di entrare in sintonia con i cittadini e nella quale inserire uomini e donne non appartenenti al mondo politico ma a quello civile, dunque esponenti dell’imprenditoria, della cultura, del commercio. E poi Silvio deve rimettersi in moto in fretta, visto che Matteo Salvini continua a macinare consensi ovunque. Forza Italia non può morire leghista. Ma lui è pronto a tornare in prima linea.

Proprio sulla necessità di ricostruire il centrodestra, il Cav interverrà telefonicamente domenica, in tarda mattinata, al campus dei giovani di Forza Italia Everest, durante il quale si discuterà di famiglia, vita, immigrazione, sicurezza, fisco e lavoro.

Maurizio Gasparri, presidente della Fondazione Italia Protagonista, spiega: “Forza Italia deve riprendere una forte iniziativa politica per essere punto di riferimento e locomotiva del centrodestra. Con Everest lanciamo un messaggio chiaro: agire, essere protagonisti di un rovesciamento della situazione. E soprattutto vogliamo riprendere le fila del partito per una nuova stagione di rilancio insieme al presidente Berlusconi”.

Il sentimento è chiaro e tra gli azzurri è comune: non vogliamo un partito appiattito sulle posizioni del Carroccio, ma un movimento politico che abbia il coraggio delle proprie idee e la capacità di lavorare sul territorio, di comunicare sui media e di partecipare al dibattito politico da protagonista. Se Berlusconi, come ha detto Salvini, è e resta il numero uno, il suo partito non può e non deve essere secondo a nessuno.