Berlusconi, ‘contro Isis dobbiamo avere più coraggio’

Former Prime Minister Silvio Berlusconi (C) flanked by former ministers Renato Brunetta (R) and Paolo Romani (L) speak to journalists after meeting with Italian president Giorgio Napolitano at the Quirinale palace in Rome on February 15, 2014. Florence mayor Matteo Renzi was poised to win the nomination to be Italy's youngest-ever prime minister on February 15 following the ouster of Enrico Letta by former allies in his centre-left Democratic Party. President Giorgio Napolitano was set to appoint Renzi after a day of consultations with political leaders including disgraced former premier and opposition leader Silvio Berlusconi. AFP PHOTO / FILIPPO MONTEFORTE

"L’Occidente deve dare un segnale chiaro. La timidezza, la paura con cui negli ultimi anni abbiamo difeso i nostri valori e, aggiungo, la nostra sicurezza, hanno convinto gli estremisti islamici che il nostro è un mondo debole e conquistabile. Il ritiro delle truppe dall’Iraq ha consentito addirittura la nascita di uno stato che propugna la conversione universale all’Islam attraverso la violenza. L’Occidente deve reagire con determinazione e, se serve, tutti gli Stati devono essere pronti a dare il proprio contributo, anche con truppe di terra". Così il leader di Forza Italia Silvio Berlusconi in un’intervista a Il Messaggero.

"L’Occidente – ha affermato Berlusconi – in questi anni ha sbagliato molto. Oggi abbiamo il dovere di dire la verità: abbiamo combattuto guerre che non avremmo dovuto combattere e non ne abbiamo combattute altre che sarebbero state doverose, come quella contro l’Isis e il suo progetto di costruire un Califfato".

"Si fermi subito – ha aggiunto il leader di Forza Italia – il ritiro delle forze dall’Afghanistan e l’Europa, per una volta, non lasci l’iniziativa agli Stati Uniti, che oggi appaiono poco determinati, ma prenda l’iniziativa per un intervento deciso contro Al Baghdadi e il suo Califfato".

Alla domanda se l’Italia debba partecipare con proprie truppe Berlusconi ha risposto "certo. Chi governa deve saper prendere decisioni difficili e coraggiose. Quando eravamo al governo non abbiamo esitato, perché, oggi più che mai, esitare può significare condannare a morte il nostro modello di civiltà".