Berlusconi, ‘centrodestra unito per vincere. Dalla sinistra solo tasse’

Silvio Berlusconi, in una intervista al settimanale Oggi, ribadisce il suo desiderio di lavorare per un centrodestra unito, perché secondo il Cavaliere “l’unità del centrodestra è fondamentale”. Secondo l’uomo di Arcore che ha “compromesso” tale unità in questi anni, “tradendo il mandato degli elettori, si è assunto una responsabilità gravissima, imperdonabile”. Questo perché “solo un centrodestra unito e coeso può essere competitivo con la sinistra, anche con la sinistra in versione socialdemocratica, incarnata da Matteo Renzi".

Berlusconi, nel numero di Oggi in edicola da mercoledì, precisa: "Unità non significa una somma di sigle o di nomenklature di partiti: non serve a nulla. Nei nostri governi è stato proprio questo il punto debole. Siamo stati sottoposti ogni giorno al ricatto di partitini attenti solo ai loro piccoli interessi di bottega ed è stato molto difficile trovare un accordo su ogni decisione. È un’esperienza che non abbiamo nessuna voglia di ripetere". Per Silvio “questa sfida non si vince mettendo insieme una somma aritmetica di sigle politiche, si vince mettendo insieme la maggioranza degli italiani, che da maggioranza numerica deve diventare una maggioranza politica consapevole e organizzata. È un sogno, è una follia? Può darsi, ma io voglio provarci ancora".

Secondo il Berlusca la prima cosa da fare è “quella della equazione liberale per la crescita: meno tasse sulle famiglie, meno tasse sulle imprese, meno tasse sul lavoro. Uguale a: più consumi, più produzione, più posti di lavoro. Naturalmente, perchè tutto questo funzioni, occorre che il calo delle tasse sia reale". Spiega il presidente di Forza Italia: "Faccio un esempio: se lo Stato riduce una tassa, come sta facendo oggi questo governo, ma invece di risparmiare toglie fondi alle Regioni che, per far funzionare la sanità, sono costrette ad aumentare le tasse regionali, allora si prendono in giro gli italiani". Berlusconi avverte: “La sinistra, anche quella moderata, ha le tasse nel suo dna. Per questo sono preoccupato: senza un netto cambio di mentalità, quello che la sinistra sembra non gradire, temo proprio che non ce la faremo".