Berlusconi, ‘al Colle una figura condivisa’. ‘Legge elettorale e poi al voto’

Silvio Berlusconi a Milano in una foto d'archivio. ANSA/ DANIEL DAL ZENNARO

Silvio Berlusconi, intervistato dal Corriere della Sera, spiega: prima l’elezione del presidente della Repubblica, poi le riforme. Per il futuro del Colle, il leader azzurro chiede "una figura condivisa". "Spero – dice – che ci venga proposto qualcuno che possa essere votato da noi" e fa riferimento a Giuliano Amato: "rientra in quel profilo".

Per Berlusconi "sarà indispensabile trovare un candidato che per storia, prestigio, personalità ed equilibrio, attiri il voto convinto dei grandi elettori. Serve un presidente della Repubblica che rappresenti il popolo italiano".

L’ex premier esclude una convergenza su uomini di partito. Sicuramente non Prodi, "già mi vuole tanto male e quindi vorrei evitare di dire cose che potrebbero peggiorare ancor di più i nostri rapporti". Nè tecnici come Draghi: "Mi risulta che il presidente della Bce abbia fatto sapere di non essere disponibile".

"Renzi – sostiene Berlusconi – deve dare garanzie sul percorso. E ritengo che lo farà. Poi però servirà la responsabilità di tutti".

In merito al patto del Nazareno, commenta: "In fondo è un patto con noi stessi, visto che queste riforme il centrodestra le varò, ma vennero abrogate dalla sinistra con un referendum". Berlusconi dice di avere ancora fiducia in Renzi: "Io parto sempre da un atteggiamento di fiducia nei confronti dei miei interlocutori. E non ho motivo di non applicare questo atteggiamento verso il Presidente del consiglio".

Poi una battuta sulle divisioni interne a Forza Italia ed una stoccata a Fitto: "Abbiamo tutti dei problemi in casa. Leggo anche oggi sulle agenzie di stampa dichiarazioni da vecchia politica. Politica democristiana".

LA TELEFONATA Silvio Berlusconi, in una telefonata fatta nel corso di una iniziativa di Forza Italia a Roma, spiega: "Miracoloso per Forza Italia essere ancora al 16%, pensate da quanto io non vado in televisione, sono sempre qui ad Arcore". "Dobbiamo essere consapevoli che abbiamo una grande responsabilità, perchè siamo l’unica forza politica liberale, equilibrata, con una formula per la crescita economia che comincia dalla riduzione delle tasse per le famiglie, le imprese, il lavoro: esattamente il contrario di quello che hanno fatto, e che continuano a fare, questi tre governi non eletti dal popolo. che sbagliano tutto, facendoci tornare al 13% di gente senza lavoro e con un giovane su due senza occupazione".

"Il partito di Grillo non si sa come va a finire, lui e’ stanco e io invece mi sento piu’ in forma che mai, mi sento impegnato, responsabile" nonostante "me le hanno fatte di tutti i colori".

Questo "governo non e’ stato eletto", ha "una maggioranza rubata". "In Emilia abbiamo visto elettori di sinistra delusi con un leader che non sentono loro".

UNA SECONDA MONETA: SILVIO SPOSA L’IDEA DEL MAIE

"Non sono le riforme della sinistra sono le nostre", sottolinea Berlusconi. "E cosa dovremmo fare? Il tanto peggio tanto meglio? No, noi siamo persone coerenti, abbiamo il senso dello Stato. Se queste sono buone riforme le votiamo. E ci hanno buttato addosso di tutto. Ci sono alcuni di noi che ci accusano di essere renziani".

"Non siamo renziani, le riforme in parlamento sono le nostre e le votiamo. Per tutto il resto siamo all’opposizione". "Salvini sara’ uno dei goleador del centrodestra, e’ il benvenuto ma da qui a dire che Berlusconi ha scelto il nuovo leader del centrodestra ce ne passa". "Io non ho deciso che Salvini sara’ il leader del centrodestra, io gli ho fatto solo i complimenti, ha un linguaggio che colpisce mentre noi siamo piu’ disposti a spiegare", continua Berlusconi. Salvini "dice ‘basta tasse’, ‘basta immigrati’, ‘basta euro’" e "ottiene risultati, ma questo non basta per governare un paese".

"Resteremo in parlamento con le nostre idee e le nostre proposte per evitare che questo governo faccia troppo male all’Italia fin quando non ci sara’ la possibilita’ di votare. E voteremo o con il Consultellum, o con l’Italicum, approvato nel modo giusto, e per quel tempo dovremo essere pronti di aver operato tra la gente, sui territori".