BERLINO | Quel muro che divise il mondo

Le persone uccise debbono essere ricordate come martiri della libertà e ci debbono ricordare ancora oggi il valore di quest'ultima. Oggi quel muro non esiste più ma esistono ancora le ferite di quel passato terribile

Il 9 novembre si è celebrato il XXX anniversario della caduta del muro di Berlino. Quel muro non divideva solo una città, l’attuale capitale della Germania, ma divideva due mondi.

Dal 1961, anno della sua erezione, al 9 novembre 1989, quel muro era uno dei simboli della Guerra Fredda. Esso fu eretto dal regime comunista della Germania dell’Est, il quale volle impedire le fughe dei tedeschi orientali ad ovest. I tedeschi orientali aspiravano ad essere liberi ed il regime filo-sovietico della DDR (la Germania dell’Est) voleva impedirlo.

Dal 1961 al 1989 ci furono vari casi di tentativo di fuga ad ovest che furono coronati dal successo. Purtroppo, nello stesso arco di tempo, almeno 133 persone rimasero uccise nel tentativo di scappare. Per alcuni studiosi, i morti furono più di 200.

Erich Mielke, ministro della Sicurezza della DDR, disse: “Se dovete sparare, fate in modo che la persona in questione non vada via ma rimanga con noi”.

Le persone uccise debbono essere ricordate come martiri della libertà e ci debbono ricordare ancora oggi il valore di quest’ultima. Oggi, quel muro non esiste più ma esistono ancora le ferite di quel passato terribile. Basti pensare alla maggiore povertà dell’ex-Germania dell’Est, ancora oggi presente.