Auto d’epoca, l’ennesimo errore di un governo incapace – di Marco Chierici

Con la Legge di Stabilità dal 2015 si dovrà pagare a tariffa piena il bollo per le auto di età compresa tra 20 e 30 anni anche se inserite nelle liste dell’ASI, Automobili Storiche Italiane, perché non più considerate di interesse storico. Non solo, come qualche giornale e qualche uomo politico ci avevano fatto sperare nei mesi scorsi, si è lasciato intatto il cosiddetto superbollo per le auto di “grossa” cilindrata, ma si è addirittura inserito l’obbligo di bollo per le auto storiche.

Entrambi i provvedimenti sono assolutamente irrazionali, privi di ogni buon senso e, ancor peggio, dannosi, enormemente dannosi per le casse dello Stato. Credo che di fronte a plateali errori come questi, qualcuno dovrebbe dare agli italiani precise giustificazioni se non ritrattare tutto ammettendo di aver commesso una disattenzione  grossa come una casa.

Sono milioni gli italiani che posseggono auto oltre i 185 kw e questi italiani pagano fior di quattrini quando acquistano l’auto, quando vanno dal gommista, quando fanno i tagliandi, quando pagano la polizza assicurativa, quando viaggiano in autostrada. Pensiamo solo alla gigantesca cifra di IVA che lo Stato incassa o incassava con i proprietari di queste tipologie di vetture. E’ certo che, bloccando o soffocando questo segmento di mercato, lo Stato ci rimetterà milioni e milioni di euro. Sono soldi pubblici nostri…

Stessa vergogna, e visibile a tutti, è la questione delle auto d’epoca. Oggi, dopo la stangata imprevista, sono considerate d’epoca solo le auto oltre i 30 anni e non più quelle che sono state immatricolate “solo” 20 anni fa. Ora chi possiede ad esempio una vecchia Mercedes 300 sl del 1986 dovrà pagare un bollo superiore allo stipendio di un impiegato! Ricordiamoci che tutti i proprietari di queste perle della strada usano i loro gioielli per fare un giretto alla domenica e nemmeno tutto l’anno. Con quale logica contorta il governo ha pensato di punire questi collezionisti? Di questo passo puniremo anche i collezionisti di quadri o di orologi o di chissà che. Signori, siamo nel 2015 e vorremmo mentalità più elastiche e più aperte al mercato e non paraocchi filosovietici anni 70.

Sappiano i nostri signori ministri che il patrimonio che abbiamo in Italia di auto storiche è un patrimonio anche artistico vero e proprio, perché abbiamo pezzi prestigiosi e di valore. Meravigliose auto di molti marchi sfilano frequentemente per le strade del nostro Paese e con tutte le manifestazioni organizzate dalle associazioni muovono milioni di euro per ristoranti, per carrozzerie, per tappezzieri, per meccanici, per verniciatori, per gommisti, e per il Fisco. Tutto questo patrimonio, cari signori ministri incapaci, finirà all’estero impoverendo il nostro Paese di questo mercato straordinario, inestimabile e bellissimo. E’ ormai evidente che chi ci governa non sa fare i conti, nemmeno quelli più banali; chi ci governa sta causando veri e propri danni all’erario e a tutti i cittadini coinvolti direttamente o indirettamente.

Nemmeno in Cina o nell’ex Unione Sovietica gli Stati cercano di far circolare i loro “sudditi” con utilitarie quasi tutte uguali e fatte con lo stampino, come se chi acquista un’auto di oltre 185 kw fosse un contribuente ricco e quindi, secondo la desueta mentalità marxista, da punire.

No, non ci siamo governo Renzi. La viva aspettativa di milioni di contribuenti e, non dimentichiamo, di elettori, è che le Associazioni del settore, a partire dall’ASI e a seguire tutte le altre, possano farsi sentire in modo grintoso e coraggioso, affinchè lo Stato torni sui suoi passi.

Il superbollo auto è un danno per il Fisco e va eliminato. Il bollo per le auto storiche è un danno per il Fisco e va eliminato. Non ci sono dubbi. Non vogliamo credere né accettare di essere governati da uno sciame di incompetenti.