Archivi storici Ue, nel 2014 online i documenti di De Gasperi

Le carte di Alcide De Gasperi: lettere, documenti e appunti, finora inaccessibili e conservati in centinaia di faldoni al sicuro nel caveau della quattrocentesca Villa Salviati, appena fuori Firenze, saranno a disposizione di tutti – in gran parte anche digitalizzati e online – a partire dall’anno prossimo. Sono gli Archivi Storici dell’Unione Europea, affidati all’Istituto Universitario Europeo e appena trasferiti nella storica dimora che fu della famiglia di Maria Salviati, madre di Cosimo I de’ Medici, a gestire la preziosa collezione, insieme a 170.000 dossier che comprendono l’intera documentazione relativa alle Istituzioni europee e 150 fondi privati. Cinque chilometri di documenti e di memoria storica del processo di integrazione comunitaria allineati in una sede ‘ipogea’ protetta da sofisticati sistemi di sicurezza e di conservazione.

‘ADG’, e’ la sigla che contrassegna la sezione dedicata al padre dell’europeismo italiano. Sulle etichette bianche si leggono interi brani di storia: ‘fasci e corporazioni, delitto Matteotti’ e, piu’ in la’, ‘Aventino, congressi opposizione’. ‘Il fondo De Gasperi sara’ consultabile dal 2014 – anticipa il direttore degli Archivi, Dieter Schlenker – e i nostri documentaristi sono al lavoro per digitalizzarli’. Basta avanzare di qualche metro nel blindatissimo labirinto sotterraneo, ed ecco gli scaffali colmi dei faldoni ‘TPS’ (Tommaso Padoa Schioppa), e quelli di ‘RP’ (Romano Prodi). Ma per consultarli bisognera’ aspettare 30 anni, tanto richiedono le regole stabilite dall’Unione Europea perche’ i dossier politicamente sensibili divengano percorsi storici da decodificare.

Intanto gli Archivi, istituiti nel 1984 per raccogliere in un’unica sede fonti altrimenti disperse tra l’Europarlamento e la Commissione, l’Agenzia spaziale europea, l’Ocse, i movimenti europeisti e le collezioni private, seguono le vicende di un’Europa sempre piu’ articolata. ‘Ogni anno i camion azzurri con le stelle dell’Unione scaricano 10.000 faldoni di documenti’, racconta Schlenker, che in questi giorni ha aperto al pubblico Villa Salviati. E ‘cambiano anche i ricercatori, circa 600, che ogni anno arrivano qui per consultare la documentazione che ancora non e’ online. Sono sempre di piu’ quelli che vengono dall’Europa dell’Est, ma anche da Stati Uniti, Australia, Cina, Giappone. E qualcuno anche dalla Siberia’.

Grazie al lavoro degli archivisti ad alta specializzazione, spiega ancora Schlenker, ‘sono stati digitalizzati 12.000 dossier e ogni anno il sito degli Archivi e’ visitato da un milione di persone’. A Villa Salviati, ricorda orgoglioso il direttore, convivono tecnologia, arte, storia antica e contemporanea. Ma anche, si sussurra, leggenda e cronaca nera. Tra il 1632 e il 1636, il duca Jacopo di Lorenzo fece eseguire nuovi lavori nella residenza, in occasione del matrimonio con Veronica Cybo. La sposa, gelosa delle molte amanti di Jacopo, ne fece decapitare una, la giovane Caterina Canacci, e gli presento’ la sua testa, coperta da un drappo ricamato, come dono di Capodanno. Era il primo gennaio 1638.